Prima ridotte e poi abolite nel 2010 dalla Finanziaria
Nel 1963 la delibera comunale che istituì quindici quartieri a Reggio
La storia
Le circoscrizioni reggiane nacquero con una delibera del consiglio comunale del 16 gennaio 1963 che istituì quindici quartieri, passati a otto nel 1979, a quattro dopo la legge finanziaria del 2008 per essere poi abolite con la Finanziaria 2010.
Tra il 2014 e oggi il Comune ha mantenuto viva la partecipazione e il rapporto con i quartieri grazie al progetto “Qua - Quartiere Bene Comune”, ma nella campagna elettorale del 2019 molte forze politiche, tra cui quelle di maggioranza, hanno preso l’impegno a reistituire organismi di partecipazione territoriale e oggi il dibattito entra nel vivo della questione.
La settimana scorsa è stata convocata la Commissione consiliare “Partecipazione, Statuto e Regolamenti istituzionali”, con all’ordine del giorno l’avvio del confronto sull’istituzione delle consulte territoriali alla presenza, dell’assessore alla Partecipazione, Lanfranco De Franco. Proprio il giorno prima, un comitato composto da esponenti di Sinistra Italiana, Rec, Potere al Popolo, Europa Verde, Possibile e dai consiglieri comunali Fabrizio Aguzzoli (5 Stelle) e Dario De Lucia (Gruppo Misto), ha annunciato una campagna di raccolta firme per un referendum popolare dal titolo “Rivogliamo le circoscrizioni”. L’assessore De Franco, in commissione, ha illustrato un iter puntuale di dialogo sia dentro il Consiglio sia con la città, con l’obiettivo di arrivare ad avere dal prossimo gennaio degli organismi di partecipazione territoriale costituiti. L’assessore ha sottolineato da subito che tale iter prevede comunque una discussione sui punti cardine di queste consulte, per arrivare a un percorso condiviso. Non sono stati affrontati né risolti, in quella commissione, i nodi centrali della questione, ossia la scelta tra elettività e cooptazione, il discorso relativo alle competenze e la divisione territoriale.
Il comitato referendario, al contrario, ha fissato da subito alcuni punti fermi: otto circoscrizioni, il ruolo non solo consultivo e l’elezione diretta. Giovedì sera, durante un dibattito al Chiostro della Ghiara, Aguzzoli non ha escluso la possibilità di una convergenza: ha affermato che, qualora si trovasse un accordo con l’Amministrazione, potrebbe non essere necessario ricorrere allo strumento referendario. Il consigliere dei 5 Stelle ha anche riferito che il comitato è stato invitato a un incontro con l’assessore De Franco la settimana prossima, con l’obiettivo di aprire un dialogo tra Comune e comitato sul tema.
La Giunta, dal canto proprio, ha manifestato la sua disponibilità a dialogare con il comitato. Martedì è in programma una nuova commissione, seguita da una terza il 20 luglio, con l’obiettivo di arrivare a un’idea di fondo del meccanismo e al deposito di un testo base, che diventerà l’oggetto della discussione con la città e con le forze politiche da qui a fine anno, per arrivare a gennaio all’attivazione di questi strumenti partecipativi. Il punto centrale del dibattito su cui spinge molto il comitato referendario è quello dell’elettività dei membri di questi organismi, oltre a chiedere anche una serie di funzioni deliberative-amministrative che la legge, a oggi, non consente di attribuire. —
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