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BRACCIO DI FERRO A POVIGLIO 

«Nessuno vuole chiudere la casa di riposo Basta infondere paure a ospiti e familiari»

M auro Pinotti
«Nessuno vuole chiudere la casa di riposo Basta infondere paure a ospiti e familiari»

Renzo Bergamini, presidente dell’assemblea dei soci di Asp, ribadisce le ragioni del trasferimento dei 22 anziani

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POVIGLIO. Si fa sempre più serrata la battaglia tra le istituzioni locali e i cittadini contro il provvedimento di Asp Progetto Persona, avallato anche dall’assemblea dei soci, per trasferire i 22 ospiti della Cra “Le Radici” in parte alla Rsa di Brescello e in parte tra le Rsa di Gualtieri e Luzzara. In questo braccio di ferro, da parte di chi protesta contro questa decisione, sono sorte domande piuttosto dirette come «È vero che la struttura per anziani è fatiscente?»; «È vero che il Comune di Poviglio deve dei soldi ad Asp?»; «Il problema è veramente quello della carenza di infermieri o c’è dell’altro?» e ancora «La carenza di personale era già nota da tempo? E perché i cittadini sono stati informati tardivamente?».

Domande che abbiamo girato a Renzo Bergamini, presidente dell’assemblea dei soci, che non si sottrae a dare risposte e a chiarire ciò che sta accadendo in questi giorni.

Sulla struttura, Bergamini risponde: «C’è un problema sull’antincendio. L’amministrazione comunale potrebbe approfittare del trasferimento di tre mesi, per permettere le ferie al personale, per mettere a norma la residenza per anziani».

Dal punto di vista finzanziario, quanto deve il Comune di Poviglio ad Asp?

«Tutti noi soci abbiamo pagato fatture di servizio per dare liquidità, dato che bisogna pagare gli stipendi al personale. Il Comune di Poviglio aveva un po’ di arretrato ma so che ha già provveduto».

La chiusura fino al 30 settembre è proprio per dare le ferie o ci sono altri motivi?

«Assolutamente – risponde Bergamini –. Non c’è altra ragione. Nessuno ha in testa di voler chiudere la casa di riposo per sempre».

La carenza di personale da quando è nota?

«Ne parliamo da febbraio – ribadisce –. In tutte le riunioni abbiamo discusso di questa emergenza. E in queste riunioni era sempre presente la sindaca di Poviglio Cristina Ferraroni».

Tuttavia il presidente dell’assemblea dei soci Asp ha qualcosa da ridire sulla situazione che si è venuta a creare a Poviglio e sul clima di sfiducia che regna nei confronti di Asp e degli stessi soci: «Noi non prendiamo a riferimento questa emergenza per interrompere i rapporti con Poviglio – afferma Bergamini –. L’amministrazione comunale ha un contratto di servizio che scade il 31 dicembre 2021. A parte che non abbiamo segnali di un eventuale proroga, la sindaca Ferraroni e la sua giunta sono liberi di scegliere altri gestori. Visto che si manifesta sfiducia nell’Asp, nel suo direttore e nei soci Asp, il Comune di Poviglio ha l’obbligo di intraprendere altre strade. Il trasferimento dei 22 anziani che ha fatto così tanto scalpore è un provvedimento per far fare le ferie. Noi non vogliamo a tutti i costi essere padroni della Cra “Le Radici”, perché è di proprietà comunale. Noi non possiamo chiudere nulla. Per quanto mi riguarda, a Gualtieri sto tenendo ferma la lista di attesa. Il Comune di Brescello sta facendo altrettanto. Tutto questo per ospitare gli anziani di Poviglio. In tempi passati, Gualtieri e Luzzara hanno fatto tutto da soli. Quello che vogliamo fare è non mandare a casa nessuno. La carenza di infermieri nell’Ausl di Reggio comporterà anche la chiusura di reparti ospedalieri. È inutile e sbagliato – dice ancora Bergamini – infondere aspettative nella gente paventando paure che non corrispondono alla realtà. Il direttore di Asp Vincenzo Ferro ha l’obbligo di assicurare la correlazione tra personale sanitario e ospiti, altrimenti si rischiano denunce. E allora il Comune di Poviglio, a fronte di questa situazione, deve avere un piano “B”. Scaricare le responsabilità su Asp, sul Cda e sull’assemblea dei soci non risolve il problema».

Bergamini se la prende anche col sindacato: «Dispiace molto che in conferenza socio-territoriale si sostenga una cosa salvo poi, in altre sedi cambiare parere accusando Asp di non aver programmato le ferie e di non avere progetti di razionalizzazione. Abbiamo avuto la possibilità di commissionare studi di fattibilità alla Bocconi di Milano e a una professionista di Parma sia per l’evoluzione di Asp che per il sistema welfare dove è emerso che le piccole strutture non hanno la capacità di reggere. Chi dice che non ci sono progetti, dice il falso». —

M auro Pinotti

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