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Rita e Lorenzo si sposano e se ne vanno con l’Harley

Gabriele Farina
Rita e Lorenzo si sposano e se ne vanno con l’Harley

Dopo un anno di attesa causa Covid la coppia ha celebrato le nozze a Modena Fuori gli amici motociclisti con il kilt in nero e viola: «Per noi è il momento giusto»

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Gabriele Farina

SCANDIANO. «Sì, lo voglio».

Rita Minozzi e Lorenzo Portioli hanno atteso più di un anno per pronunciare i voti matrimoniali. Lo sbocciare dei fiori d’arancio è stato rimandato infatti dal marzo del 2020 a ieri. Tre posticipi e un viaggio ai Caraibi annullato dopo, la soddisfazione resta grande dopo la cerimonia in municipio a Modena. La festa in piazza Grande verso mezzogiorno con gli amici harleysti in kilt ha i colori della solidarietà e lo spirito battagliero. «Con il Covid è una guerra e non è ancora finita», avverte lei, infermiera dell’Ausl di Modena che non lesina critiche ai “no vax” (camici bianchi inclusi). Lui è invece un tecnico radiologo di Scandiano, in servizio presso l’Ausl reggiana. Rita e Lorenzo, finalmente sposi.

Come ci si sente?

«Ci si sente bene. Adesso era il momento giusto per sposarsi: prima non sarebbe stato il caso di organizzare un matrimonio. C’erano esigenze primarie, ma in questa guerra si fa di tutto di più».

Avete dovuto ridurre il numero dei partecipanti alla cerimonia?

«Abbiamo avuto quaranta invitati. Abbiamo scelto così, in coerenza con la professione che stiamo svolgendo: ci sembrava un’ipocrisia chiamare duecento persone. Così abbiamo contattato una sola persona per ogni gruppo di conoscenze. Nel nostro lavoro abbiamo passato tutto il tempo a rispettare le linee e le direttive. I nostri invitati sono quasi tutti motociclisti, persone che hanno condiviso con noi questa guerra. Abbiamo invitato i colleghi in trincea, gli amici stretti e i genitori. Con gli altri festeggeremo dopo».

Come avete vissuto il periodo legato al rinvio del matrimonio?

«È stato un insieme di emozioni contrastanti quali mai ne avevamo vissute: il terrore, la paura di ammalarsi. Anche per le famiglie è stato un massacro non vedere i propri cari. Noi non ci siamo mai ammalati: abbiamo usato tutte le accortezze, abbiamo lavorato bene e siamo stati un po’ fortunati. È una guerra che ancora non è finita, va però sviluppata anche una coscienza collettiva».

Una coscienza che deve tenere conto di chi nega l’emergenza sanitaria. Che ne pensa di tali posizioni?

«Non metto il becco su come si gestisce un tubo idraulico. Mi farebbe dunque piacere che una persona non esperta in ambito sanitario non parlasse a sproposito. Ci sono “no vax” anche nella sanità. Penso sia necessario che facciano un esame di coscienza sulla professione che hanno scelto. Se non ti fidi della scienza vuol dire che hai scelto una professione che non fa per te».

Il vostro matrimonio ha scelto di essere solidale. In che senso?

«Ci siamo appoggiati al gruppo Moto Pinguino, che realizza iniziative di solidarietà e beneficenza. Uno dei nostri più cari amici ha perso un figlio per una forma di leucemia. Così abbiamo investito nel dono per gli altri. C’è un’ambulanza dedicata a Federico Neri con tutti i disegni per i bambini (realizzata con il Team Enjoy). Tutti i soldi che avremmo messo in bomboniere e partecipazioni li abbiamo donati per il progetto».

L’Harley Davidson non poteva mancare al matrimonio. Cosa significa per voi essere harleysti?

«Lavoriamo sui progetti di beneficenza ed è un modo per stare insieme. Chiamiamo il gruppo “Anime cromate”, abbiamo la stessa idea di divertimento e di solidarietà. Alcuni amici hanno deciso di partecipare con il kilt scozzese: un tocco goliardico».

Una festa nella festa dopo mesi difficili. Come prevede i mesi futuri?

«Ho iniziato a prendere parte ai percorsi di vaccinazione. Adesso si vede la luce in fondo al tunnel. L’unico modo per andare avanti è però vaccinarsi».

Lei e suo marito andrete avanti in una direzione diversa rispetto alla meta scelta per marzo 2020?

«Avevamo in programma un viaggio di nozze ai Caraibi. Adesso faremo un giro d’Italia in Harley. Alla fine, ci è andata bene lo stesso». —

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