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il tragico precedente 

Un angioletto ricorda Paola travolta e uccisa in quel punto

L. G.
Un angioletto ricorda Paola travolta e uccisa in quel punto

La statuina commemora la 24enne che nel 2005 fu travolta e uccisa da un furgone mentre andava in bicicletta

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reggio emilia. L’auto guidata dal ventenne, ieri mattina, ha rischiato di travolgerlo e abbatterlo.

Ma quell’angioletto in pietra bianca è ancora lì, silente ricordo di una tragedia che si consumò proprio in quel punto quasi esattamente sedici anni fa. Pulito, lucidato e circondato da piantine ben curate, come se il tempo non fosse mai passato.

È il 22 giugno del 2005 quando un furgone di proprietà del Comune adibito al trasporto di persone diversamente abili guidato da un 34enne – che sarebbe poi risultato positivo ai test antidroga – colpisce frontalmente e falcia due amiche che stanno pedalando in bicicletta lungo via Mozart, una dietro l’altra. Ad avere la peggio la più giovane, la 24enne Paola Di Meo, che muore praticamente sul colpo.

Le giovani avevano finito di lavorare – entrambe contabili all’Industria Chimica Reggiana, al villaggio Crostolo – e stavano facendo ritorno a casa. Le due biciclette vennero scaraventate per aria per poi ricadere nel prato circostante, assieme ai corpi delle amiche.

Una tragedia che sconvolse tutta la comunità di Massenzatico e la città intera per un incidente mortale avvenuto lungo una strada che era – ed è tutt’ora, nonostante siano passati sedici anni – spesso percorsa a velocità troppo elevate.

L’angioletto in pietra bianca con sopra la foto di Paola, che oggi avrebbe 40 anni, venne poi collocato dalla famiglia a settembre, circa tre mesi dopo la morte della giovane. E lì resta, a ricordarla, ancora oggi. —

L. G.

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