Gazzetta di Reggio

Reggio

VENTASSO 

«Guard-rail salva-motociclisti» Stop dall’Anas e dal Comune

Adr.Ar.
«Guard-rail salva-motociclisti» Stop dall’Anas e dal Comune

Iniziativa del gruppo di amici di Massimo Faggiani morto in moto sulla statale 63 Già raccolti i fondi. Il sindaco: «Gli enti pubblici non possono accettare donazioni»

3 MINUTI DI LETTURA





VENTASSO. Solidarietà che fa discutere, nonostante la buona volontà e la causa benefica.

È ancora piuttosto intricata la vicenda partita il 26 luglio 2020 con un evento tragico, la morte del motociclista Massimo Faggiani, 43enne di Parma, in uno schianto avvenuto al chilometro 54 della statale 63, nel tortuoso tratto che da Cervarezza porta all’incrocio verso Busana e Ligonchio.

Un punto delicato dove già in passato altre persone avevano perso la vita in sella alle loro due ruote. Per ricordare Faggiani, i parenti e gli amici bolognesi dell’associazione “Motorlab Idee in Movimento” avevano deciso di lanciare una raccolta fondi, sostenuti dal gruppo motociclistico “I Kawalieri di Akashi”.

L’obiettivo era finanziare l’acquisto di alcuni strumenti salvavita da installare sui guardrail della statale 63 all’altezza di Busana, alla “curva di Massimo”.

Si parla di protezioni morbide in grado di attutire eventuali impatti violenti dopo collisioni e cadute. Nel percorso era coinvolto anche Alessandro Davoli, consigliere di opposizione dell’Unione montana, autore di diversi interventi e denunce dopo l’incidente.

I primi incontri risalgono all’ottobre 2020, dopo alcuni rinvii, per ragionare su come concretizzare la collaborazione con il Comune di Ventasso e con Anas, titolare della gestione delle strade statali.

«Inaspettatamente e senza contraddittorio né comunicazione alcuna, oltre che in mancata presenza di questa associazione unitamente ai promotori della “curva di Massimo”, il 15 ottobre il Comune comunicava che, a seguito di incontro tra il sindaco e i responsabili di Anas, “il gestore si è impegnato a produrre proposta di intervento in qualche settimana”. Dal 15 ottobre scorso, nessuna ulteriore proposta di Anas né tantomeno del Comune di Ventasso, è pervenuta all’associazione», segnala ora il presidente di MotorLab, Mario Volta.

E adesso? La cifra necessaria per acquistare gli strumenti è stata raccolta e i dispositivi verranno acquistati e «formalmente offerti e messi a disposizione del Comune e di Anas spa, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, tenuto conto del fatto che il 24 luglio verrà effettuata la giornata in commemorazione del compianto Massimo Faggiani, entro la quale la predetta curva andrà messa in sicurezza», continua Volta citando la comunicazione ufficiale inviata agli enti pubblici, datata 2 luglio.

L’idea del gruppo sarebbe quella di avere le protezioni presenti al momento del ritrovo a Busana, quindi, come omaggio concreto all’amico morto durante un’uscita in Appennino.

La questione è però piuttosto complessa, e mette in mezzo anche vincoli formali a cui i Comuni devono sottostare. «La generosità delle associazioni e dei gruppi coinvolti è da apprezzare e li ringraziamo, ma va tenuto conto che prima di tutto è solo Anas a poter intervenire sulla statale, e a decidere eventuali interventi. Il Comune non può agire in autonomia», ricorda il sindaco Antonio Manari.

Inoltre, «per un ente pubblico non è possibile accettare una donazione diretta finalizzata all’acquisto di un prodotto preciso – precisa Manari –, non è tutto automatico. Ora cercheremo di trovare una soluzione. Ho già sentito Anas e martedì conto di contattare l’associazione per capire quale sia la strada migliore da percorrere per trovare un accordo, ringraziandoli ancora per la loro generosità», conclude il primo cittadino di Ventasso. —

Adr.Ar.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google