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L’INCONTRO 

«La comunicazione sui social è un alleato del sindacato»

«La comunicazione sui social è un alleato del sindacato»

Giovedì 8 luglio alla Cgil di via Roma si parlerà di comunicazione digitale Intervista a Lorenzo Rossi Doria, responsabile comunicazione dello Spi Cgil

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REGGIO EMILIA. «La comunicazione sui social? È un alleato del sindacato, anche contro gli scontri generazionali».

La riflessione arriva dal 37enne Lorenzo Rossi Doria, responsabile della comunicazione nazionale dello Spi, il sindacato pensionati della Cgil, che giovedì 8 luglio sarà a Reggio per un’iniziativa promossa dallo Spi locale e dedicata propria al lavoro digitale.

L’appuntamento è in programma alle ore 18 alla Camera del Lavoro di via Roma per un incontro che vedrà i saluti di Cristian Sesena, segretario generale della Cgil reggiana, e di Arturo Bertoldi, presidente dell’Istituto storico Istoreco, seguiti dagli interventi in dialogo di Lorenzo Rossi Doria, Adriano Arati di Istoreco e Dario De Lucia, consigliere comunale e comunicatore di Collettiva.it ovvero il media ufficiale della Cgil Italia.

Il dibattito sarà coordinato da Barbara Vigilante della segreteria provinciale Spi e sarà visibile sia in presenza, nel salone della Camera del Lavoro, sia sui canali social dello Spi che di Istoreco.

Lorenzo Rossi Doria, cosa vuol dire comunicare ai giovani oggi?

«Bisogna scendere sul loro terreno e in particolare sui social network, sui quali passano molto tempo. Bisogna scegliere quello giusto però, perché anche i social stanno cambiando. Facebook il prossimo anno farà 18 anni di vita, diventerà maggiorenne. Oggi è il social di riferimento di un pubblico sempre più adulto, mentre giovani e giovanissimi migrano su Instagram e Tik Tok».

Come i social network hanno cambiato la nostra vita?

«L’hanno cambiata in modo radicale, anche di più di quanto riusciamo a comprendere. Condizionano pensieri e consumi, perfino le nostre scelte politiche. Oggi è tutto velocissimo da non riuscire quasi mai ad andare in profondità. Tutti sono titolati a parlare, a prendere posizione o a dare una notizia, vera o falsa che sia. Dovevano portare più democrazia, molto spesso hanno aggiunto confusione e disorientamento. Gli algoritmi determinano cosa possiamo e non possiamo vedere. Però…».

Però?

«Però esistono e bisogna imparare a starci sopra, soprattutto a sinistra. Rappresentano un altro spazio da presidiare dove è possibile fare attività politica e dove se ti sai muovere bene puoi parlare con tantissime persone promuovendo i tuoi valori».

Giovedì 8 luglio a Reggio presentate “Ciao Nonna” e “Boom”, due progetti che affrontano queste tematiche. Di cosa si parlerà?

«Sarà la prima presentazione pubblica di “Ciao Nonna” e la prima in assoluto di “Boom”. Siamo contenti si faccia a Reggio Emilia, un territorio molto significativo per la storia del movimento sindacale italiano. Ciao Nonna è un libro con pochissime parole e tante immagini che racconta l’Italia che invecchia. Lo hanno letto tanti ragazzi, l’obiettivo era proprio questo».

“Boom” invece è un progetto interamente sviluppato su Instagram. Perché questa scelta?

«Volevamo raccontare la storia del nostro Paese degli anni ’60 e ’70 ai ragazzi che non la conoscono, perché difficilmente arrivano a studiarla a scuola. Movimento operaio, la strategia della tensione, grandi lotte e conquiste. I pensionati incarnano questa storia, perché l’hanno vissuta da protagonisti. Ora hanno deciso di condividerla con i giovani utilizzando il loro linguaggio, perché possano comprenderla».

Perché proprio il sindacato dei pensionati ha come obiettivo di comunicare ai giovani? Non è un controsenso?

«Se qualcuno soffia sul fuoco dello scontro generazionale c’è bisogno di qualcuno che faccia il pompiere. E che cerchi di costruire relazioni positive e non divisive».

Quindi il conflitto generazionale sta crescendo?

«Purtroppo sì. In parte è costruito artatamente, in parte è la conseguenza delle profonde diseguaglianze che stanno aumentando nella nostra società. Il Covid poi ha fatto il resto, con i giovani chiusi in casa per proteggere gli anziani. È stato giusto, ora però bisogna fare molta attenzione alla condizione dei nostri ragazzi».

L’attenzione e il legame dei giovani verso i sindacati però è in forte calo. Come si può dialogare con questa parte così importante della popolazione?

«Nel post Covid esploderà il tema dei diritti e delle condizioni di lavoro. Il sindacato italiano dovrà farsi trovare pronto, come ha fatto in Amazon, nelle piattaforme digitali del delivery food, nella logistica. Partiamo da lì e continuiamo. E proviamo a parlare la loro lingua». —

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