Ora Reggio ha un parco dove le fedi s’incontrano È il Giardino dell’Arca
REGGIO EMILIA. Ogni religione può essere rappresentata da un albero che le è caro o significativo. Metterli insieme, in una città come la nostra caratterizzata da una variegata immigrazione straniera, significa sottolineare la necessità dell’incontro pacifico e costruttivo fra uomini portatori di idee e credenze diverse. Da questa intuizione è nato il progetto di valorizzazione del “Giardino dell’Arca” all’interno del parco del Diamante, nel quartiere Orologio, dedicato al dialogo interreligioso e multiculturale e all’europarlamentare verde Alexander Langer, che ne fu assertore e propugnatore.
Langer era un pacifista e un ambientalista. Morì il 3 luglio 1995. Il 26esimo anniversario della sua scomparsa è stato ieri mattina l’occasione per presentare il giardino a lui intitolato. L’hanno fatto Carlotta Bonvicini, assessore alle Politiche per la sostenibilità, il botanico Ugo Pellini e Lorenzo Capitani, vicepresidente della Libera Università Popolare (Lup). L’incontro era promosso dalla Lup in collaborazione con il Centro sociale Orologio e il Centro interculturale Mondinsieme, con l’adesione del Club per l’Unesco e il patrocinio del Comune. Gli interventi di valorizzazione si svolgeranno tra luglio e settembre, per un importo complessivo di circa 8.000 euro. Sono previste, fra l’altro, la sistemazione e la riqualificazione dei cartelloni alla base di ciascuna essenza, in modo da raccontare non soltanto le sue caratteristiche botaniche, ma anche il loro rimando simbolico a una fede religiosa. «Grazie agli interventi che saranno effettuati nel corso dell’estate – ha detto l’assessore – il parco sarà ancora più bello e accogliente, e ci auguriamo che tanti cittadini vogliano venire a scoprire il suo significato più profondo».
I bambini del campo giochi dell’Orologio hanno letto frasi sul tema degli alberi. Pellini ha spiegato gli accostamenti simbolici: «La vite rappresenta la storia e la cultura del Cristianesimo (“Io sono la vite e voi i tralci”, dice Gesù), l’olivo può essere considerato un simbolo dell’Ebraismo, la rosa dell’Islamismo (Maometto prescrive di lavarsi con l’acqua di rose), il ciliegio dello Shintoismo. Il pesco è presente nella cultura del Taoismo. L’acero è un simbolo per gli Indiani d’America (con il suo legno era fatta la loro celebre pipa). L’albicocco è l’albero del Buddismo. Il mirabolano, meglio conosciuto con il nome dialettale cagnèt, infine rappresenta il pensiero laico». —
L.S.
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