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POVIGLIO 

Trattative e nuove ipotesi Sospeso il trasferimento degli anziani delle “Radici”

M.P.
Trattative e nuove ipotesi Sospeso il trasferimento degli anziani delle “Radici”

Si parla di un’infermiera in più ma ne servono due. Ieri due incontri, uno molto acceso. Mondadori: «Ho chiesto a uno dei famigliari di scusarsi»

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POVIGLIO. Spunta l’ipotesi di una nuova infermiera per la casa di riposo “Le Radici” di Poviglio. Ipotesi che è emersa ieri pomeriggioo.

Nell’attesa di chiarimenti e novità, fino a giovedì 8 luglio prossimo l’eventuale trasferimento degli anziani (inizialmente fissato per la giornata di ieri) è sospeso. Intanto ieri dalle 12 alle 14 c’è stato un incontro con i sindacati durante il quale Renzo Bergamini, presidente dell’assemblea dei soci Asp, ha ribadito che «se dovesse uscire una soluzione, anche dieci minuti prima di spostare gli ospiti della Cra “Le Radici” a Brescello, Gualtieri e Luzzara, il provvedimento verrà annullato».

Qualora dovesse rendersi disponibile una sola infermiera, questa soluzione sarebbe ancora insufficiente per garantire l’assistenza, in tutta sicurezza, degli ospiti. Il “minimo sindacale” è di almeno due infermiere, anche se per essere tranquilli ce ne vorrebbero quattro. Questo perché, in caso di malattia di un infermiere/a, c’è la possibilità di avere un sostituto in più che non ci sarebbe in caso di sole due figure professionali in servizio. E ieri pomeriggio, nel cortile della residenza per anziani povigliese, c’è stato un nuovo incontro tra Asp e i familiari degli ospiti.

Erano presenti la sindaca Cristina Ferraroni e l’assessore Sergio Cecchella, su invito dei famigliari stessi. Presente anche l’avvocato Carlo Albero Malatesta, sindaco di Marcaria (Mantova), in qualità di legale. La discussione è terminata intorno alle 20.

«È stata un’assemblea molto animata – ha detto il presidente Asp Progetto Persona, Aspro Mondadori –. Questa volta però mi sono arrabbiato e ho perfino dovuto chiedere a un familiare di farmi le sue scuse pubblicamente, anche perché a tutto c’è un limite. Io sono disposto a confrontarmi con chiunque ma ci vuole rispetto. È uscita la proposta di un’infermiera che ora sarà vagliata e approfondita. Aspettiamo domani (oggi per chi legge, ndr) l’incontro con il “Comitato di distretto” per fare il punto della situazione».

Il comitato è formato da Ausl, Asp Progetto Persona, assemblea soci Asp e Ufficio di piano. A tutt’oggi i membri del comitato non hanno ancora potuto prendere atto di quanto è successo e di quanto sta avvenenendo in questi ultimi giorni. La casa protetta ospita anziani non autosufficienti con bisogni assistenziali di diversa intensità. Devono essere garantiti i seguenti servizi e prestazioni: assistenza tutelare diurna e notturna; somministrazione pasti; attività aggregative, ricreativo-culturali e di mobilizzazione; assistenza agli ospiti nell’espletamento delle normali attività e funzioni quotidiane e assistenza sanitaria comprensiva di prestazioni medico-generiche, infermieristiche, riabilitative e di somministrazione farmaci. —

M.P.

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