Gazzetta di Reggio

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LA RABBIA DEI FAMILIARI 

Ligabue: «Asp non tiente conto delle esigenze degli ospiti»

M.P.

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POVIGLIO. «I nostri anziani devono restare a Poviglio. Lo spostamento in altre strutture è assolutamente deleterio perché sono tutte persone fragili che dovranno riadattarsi in un altro ambiente».

A parlare è Gianfranco Ligabue che – dalla prima assemblea con Asp, che si è svolta nel cortile della Cra “Le Radici” – vedendo la piega che stava prendendo la situazione ha fondato un gruppo whatsapp a cui hanno aderito diversi familiari degli ospiti della casa protetta. «Prima ci dicono che ci vogliono due infermiere, adesso salta fuori che sarebbe meglio averne quattro. È palese che non vogliono che i nostri anziani restino a Poviglio. Ma stiamo giocando a poker con rilancio? Siamo di fronte a una malagestione da parte di Asp, che non tiene conto delle esigenze degli ospiti e dei loro familiari. L’Unione della Bassa Reggiana ha abbandonato il Comune di Poviglio e questo deve far riflettere in futuro i nostri amministratori se restare ancora nell’Unione o uscire».

« Spostare anziani in altre strutture – dice ancora Gianfranco Ligabue – non risolve il problema perché, oltre a provocare sofferenze psicologiche agli ospiti, va a sovraccaricare altro personale sanitario. Lo sanno all’Asp che, tra andata e ritorno, i familiari degli ospiti che andranno a Luzzara si dovranno sobbarcare 50 chilometri? E poi sanno questi signori che tra noi familiari ci sono persone che non hanno la patente? Un’ultima cosa: è uscito poi dall’assemblea che 14 ospiti vanno a Brescello e 8 a Luzzara, ma quelli del centro diurno andranno a Gualtieri. Mi spiace, ma Asp non si è attivata in tempo e ora dobbiano subire noi le loro inadempienze».

Alfeo Carretti ipotizza che dietro questa vicenda ci sia un problema politico: «Se tutti gli altri Comuni dell’assemblea dei soci avessero votato “contro” alla decisione di trasferire gli anziani di Poviglio in altre strutture, la nostra sindaca avrebbe avuto più forza dato che è stata lasciata sola. Se un domani dovesse capitare a un altra casa protetta di un altro Comune, come voterebbe l’assemblea dei soci Asp?».

Carretti poi si lamenta anche del poco tempo con cui è stata data comunicazione ai familiari della chiusura pro tempore della casa protetta per carenza di personale: «Che si parli da aprile della carenza di infermieri si fa presto a verificarlo ma il Cda ha deliberato lo spostamento il 28 giugno e a noi l’hanno comunicato tre giorni dopo e con ragioni difficili da comprendere se non quelle di chiudere la Cra Le Radici. Noi familiari, nessuno escluso, siamo contrari a trasferire i nostri anziani».

Carretti poi ricorda che all’assemblea tra Asp e familiari di lunedì era presente l'avvocato Carlo Alberto Malatesta: «Invitato dal sindaco Ferrarroni ha ribadito, pubblicamente, che “il cda di Asp ha delle responsabilità su questa vicenda” e io ribadisco che non si possono prendere decisioni di questo genere all’ultimo momento!».

M.P.

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