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Martiri del 7 luglio, l'appello di Ettore Farioli: "Non confondere le vittime con i carnefici"

Martiri del 7 luglio, l'appello di Ettore Farioli: "Non confondere le vittime con i carnefici"

Il figlio del martire Lauro si oppone ai tentativi di revisionismo avanzati negli ultimi tempi

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REGGIO EMILIA. Reggio Emilia ha vissuto una intensa giornata all’insegna del ricordo dei martiri del 7 luglio 1960 Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, caduti in difesa dei diritti, della libertà e della democrazia.
La giornata è iniziata al cimitero monumentale con l’omaggio alle tombe dei caduti e poi è proseguita in piazza Martiri del 7 luglio con la deposizione di una corona al cippo che commemora la tragedia e con il percorso sulle pietre d’inciampo. Infine ai giardini pubblici sono intervenuti il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni, Ettore Farioli figlio di Lauro e il ministro del Lavoro Andrea Orlando.



Farioli, di fronte a circa 250 partecipanti, ha ricordato con commozione come quella tragedia sconvolse la vita di tante persone. «Noi continueremo a piangere i nostri martiri – ha detto il figlio di Lauro Farioli - e non ci siederemo mai allo stesso tavolo con chi per l’ennesima volta vuole fare revisionismo storico e mettere sullo stesso piano vittime e carnefici».Un riferimento,anche, alle parole di Marco Eboli di Fratelli d'Italia.
Il ministro Orlando ha detto che «quella triste vicenda ci ricorda che la democrazia fu frutto di lotte e battaglie. Di capacità di difendere i diritti fondamentali. Perciò bisogna essere qui a manifestare la nostra gratitudine».

 

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