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Il 7 luglio a Reggio 

Presto una borsa di studio in memoria dei martiri

Presto una borsa di studio in memoria dei martiri

L’anno scorso Silvano Franchi, figlio di Ovidio, chiese una ripresa degli studi storici Oggi la proposta diventa realtà grazie al consigliere regionale Federico Amico  

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REGGIO EMILIA. La memoria di una città è la sua miglior garanzia di futuro. Per questo Silvano Franchi lo scorso anno dal palco allestito per le celebrazioni del 7 luglio al parco del Popolo, a pochi metri da dove venne ucciso il fratello Ovidio, aveva chiesto una ripresa ampia e approfondita degli studi storici, per fare piena luce sui fatti del 1960.

A distanza di un anno ieri sera, nel cortile di Palazzo Ancini, sede dell’Anpi provinciale, il tema è stato al centro di un confronto tra il sindaco Luca Vecchi, il consigliere regionale Federico Amico, il segretario della camera del lavoro Cristian Sesena, il segretario Anpi Ermete Fiaccadori, la ricercatrice e storica Laura Artioli insieme a Silvano Franchi.

Un progetto che finalmente potrebbe diventare realtà. Nei giorni scorsi infatti Amico ha presentato in Assemblea legislativa una risoluzione che impegna la Giunta a sostenere una borsa di studio per tre anni per la ricerca storica sui fatti di Reggio Emilia, a farlo conoscere nelle scuole e a promuoverlo coinvolgendo Cgil, Comune, Anpi, Istoreco.

L’archivio sarà ospitato in cloud e sarà consultabile dal sito della Regione Emilia-Romagna.

L’atto di indirizzo del consigliere di Emilia-Romagna Coraggiosa, che sarà discusso nei prossimi giorni, rappresenta l’inizio di un percorso che porterà alla nascita di un centro studi, come auspicato da Franchi.

«Istituire una borsa di studio triennale dedicata alla memoria dei martiri – ha detto Amico nel suo intervento a palazzo Ancini – finanziata con risorse regionali è un atto molto importante per Reggio Emilia: l’operazione infatti è finalizzata a realizzare un archivio storico e un fondo documentale di ricerca, e vuole includere tutti gli attori e le testimonianze, dalla Camera del Lavoro al Comune di Reggio Emilia, fino all’Anpi provinciale e all’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea».

Diversi materiali documentali relativi al 7 luglio 1960 attualmente si trovano presso il Comune di Reggio Emilia, la Camera del Lavoro, l’Anpi provinciale e Istoreco, oltre a quelli conservati dalle famiglie delle vittime.

«Catalogare, organizzare e diffondere quei materiali attraverso la creazione di un centro di documentazione e di studi dedicato a quel periodo storico è fondamentale per preservare e tramandare la memoria collettiva. Per questo il progetto non può prescindere dal coinvolgimento degli istituti superiori reggiani», ha concluso il consigliere regionale.

La proposta avanzata da Federico Amico risponde alle molte sollecitazioni arrivate in questi anni rispetto alla memoria dei martiri.

L’Assemblea legislativa regionale già nel 2016 aveva approvato una risoluzione per sostenere le iniziative di approfondimento sull’eccidio e per finanziare un progetto universitario di ricerca.

Le famiglie delle vittime, inoltre, chiedono da anni iniziative per la memoria e azioni per raccogliere e studiare i documenti relativi ai fatti di Reggio Emilia, per questo la sollecitazione ha visto il sostanziale interesse da parte di tutti i soggetti istituzionali, di ricerca e di rappresentanza. —

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