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La lotta al Coronavirus 

Scuola reggiana prime dosi di vaccino al 95% del personale

Luciano Salsi
Scuola reggiana prime dosi di vaccino al 95% del personale

Il dato provinciale è superiore di 10 punti a quello nazionale I sindacati chiedono però la conferma dell’organico Covid

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. La campana del generale Francesco Figliuolo suona anche per la scuola reggiana, che non si fa cogliere nel sonno, ma si dimostra vigile e già quasi tutta vaccinata.

Ieri il commissario all’emergenza ha detto: «Siamo un po’ indietro, ma ora dobbiamo convincere i 215 mila insegnanti e operatori scolastici che mancano a vaccinarsi per tornare a scuola in sicurezza».

È un invito quasi superfluo per il personale che a vario titolo opera nella nostra provincia.

Finora l’azienda sanitaria ha somministrato almeno una dose a 13.245 persone fra docenti e non docenti, dipendenti dello Stato, dei Comuni, delle scuole private, della formazione professionale e dell’università. Siamo almeno al 95%, mentre a livello nazionale risulta vaccinato circa l’85% degli organici. È prevedibile, quindi, che non arriveremo impreparati alla ripresa delle lezioni, il prossimo 13 settembre.

Allora la vaccinazione sarà completata, poiché chi ha ricevuto la prima dose riceve la seconda dopo 77 giorni nel caso dell'Astrazeneca e dopo 35 con lo Pfizer e il Moderna.

«Le prenotazioni - riferisce Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’Ausl - sono sempre aperte. Da più di un mese le possiamo posticipare o anticipare per farle conciliare con le ferie estive. Più di quattromila persone hanno chiesto e ottenuto di spostarle». A molti insegnanti era stata somministrata la prima dose con Astrazeneca, che poi è stato riservato agli ultrasessantenni. Non pare che vi siano rifiuti della seconda dose di un altro vaccino. «Le titubanze - ammette la dottoressa Nicolini - ci sono ed è normale che ci siano, ma vengono superate con un'adeguata informazione. Nelle scuole abbiamo fatto incontri, ma non per le vaccinazioni. C’erano invece i problemi degli isolamenti e delle quarantene dovuti ai casi di contagio. Ora la vaccinazione è aperta anche agli alunni di età compresa fra 12 e 19 anni. Il cinquanta per cento ha ricevuto almeno una dose, con una leggera prevalenza nella fascia di chi ha più di 17 anni».

Rimangono le incognite legate alla diffusione delle varianti. Se i contagi aumenteranno potrebbero rendersi ancora necessari lo sdoppiamento di tante classi e, quindi, l'organico Covid formato da personale aggiuntivo. «Le scuole - sottolinea Silvano Saccani, segretario provinciale della Flc-Cgil - devono riaprire in condizioni di sicurezza e funzionare con le dovute garanzie. Perciò i sindacati hanno chiesto la riconferma dell’organico Covid, ma ancora il ministero non l’ha disposta. Nella nostra provincia avevamo 759 supplenti aggiuntivi sui circa 40mila assunti in Italia».

Un altro problema rilevante è il distanziamento, che ha comportato limitazioni alla capienza dei mezzi di trasporto e, quindi, ingressi scaglionati nelle scuole. «Con lo scaglionamento - obietta Saccani- gli studenti erano costretti a rimanere fuori casa anche per otto ore. Non lo si deve ripetere».

«A breve - spiega Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale - avremo un incontro con l’Agenzia della mobilità per definire un piano B che riduca l’eventuale scaglionamento a un’ora. Nelle province di Reggio e Modena il trasporto pubblico incontra difficoltà maggiori che nel resto della regione». —

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