Creano un “solco” sul terreno per salvare l’azienda dal rogo
I titolari dell’Apistica Lugari hanno lavorato tutta la notte per tagliare le sterpaglie lungo centinaia di metri per evitare che le fiamme raggiungessero gli alveari
CASTELLARANO. Armati di decespugliatori, i fratelli Abramo e Grazia Lugari hanno lavorato a lungo, durante la notte del vasto incendio sul Monte della Croce, per eliminare le sterpaglie, creare un “taglio” nel terreno e mettere in salvo la loro impresa: la “Azienda apistica Lugari”.
Ci sono voluti quasi due giorni per spegnere completamente gli ultimi focolai del grande incendio che nella notte tra lunedì 5 e martedì 6 luglio ha devastato il Monte della Croce, sulle cui pendici è bruciata la vegetazione composta da grandi arbusti di ginestre, sterpaglie, querce e roverelle. Un lavoro duro fra il caldo, il vento, il fumo e le fiamme che continuavano ad essere alimentate dalla vegetazione e dalle sterpaglie secche dal lungo periodo senza pioggia. Il fuoco dal versante rotegliese del Monte della Croce ha girato verso il versante castellaranese e ha rischiato di scendere fino alle case, arrivando fino alla località Guardacielo, dove è stato fermato.
Fra coloro che hanno lavorato tutta notte – oltre ai vigili del fuoco – per impedire alle fiamme di scendere dal versante del Monte della Croce c’erano Abramo e Grazia Lugari che, con i tagliaerba, hanno eliminato le sterpaglie per diverse centinaia di metri attorno agli alveari del loro allevamento. Essendo di professione apicoltori, oltre a conoscere il territorio conoscono anche l’ambiente e le caratteristiche del vento del Secchia, che cambia direzione durante la notte. Per questo hanno aiutato le squadre di soccorso nella lunga notte che ha trasformato il Monte della Croce in una sorta di vulcano. I danni all’ambiente sono stati notevoli: sono andati distrutti alcuni ettari di vegetazione fra il monte della Croce, Il Monte della Pendice e la Cavriana. Per la prima volta su Castellarano è piovuta, fra la notte e le prime ore del mattino una pioggia di polveri e cenere che ha annerito balconi e giardini.
Un incendio così vasto e violento non si era mai vistonegli ultimi decenni nel Comune ceramico. In passato varie volte, in prossimità del Monte della Croce e in altre colline, vi erano stati incendi spenti in poche ore. Questa volta il caldo, il vento e la ricca vegetazione hanno favorito l’espandersi della fiamme, sulla cui origine stanno indagando i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. —
Paolo Ruini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google