Il Comune tramite il Pug dichiara guerra all’amianto
Da mesi l’amministrazione comunale sta lavorando al piano urbanistico generale Previsti incentivi economici ed edilizi per chi sceglie di bonificare i fabbricati
REGGIO EMILIA. Il Comune di Reggio Emilia dichiara guerra all’amianto. È una delle azioni previste dal prossimo Pug (Piano urbanistico generale) dell’Amministrazione cittadina, a cui da mesi si sta lavorando con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, gli ordini professionali, le parti sociali, sindacali, le imprese e gli attori politici e amministrativi del territorio con l’obiettivo di definire insieme le principali direttrici del futuro della nostra città.
Un’opera che ha richiesto la preliminare raccolta di una mole significativa di dati fra cui quelli sulla potenziale presenza di cemento amianto: un problema sentito in città e provincia, per il quale il Comune di Reggio si prepara a dare sia incentivi economici, che edilizi a chi sceglierà di bonificare i fabbricati di proprietà.
lo stato dell’arte
Secondo le stime raccolte dal Comune attraverso uno studio elaborato da Unimore, oggi circa il 10% della superficie delle coperture, pari al 4,3% degli edifici del territorio comunale, sarebbero in cemento amianto (circa un milione di metri quadrati), prevalentemente nell’area nord della città. Scendendo nel dettaglio, l’87% di queste si troverebbero in aree rurali e produttive, di cui: il 47% nelle zone industriali con stabilimenti con epoca di costruzione tra gli anni ’70 e ’80 del Novecento; e il 40% nel territorio rurale principalmente su stalle, fienili e capannoni ad uso agricolo.
obblighi e gli incentivi
Il nuovo Piano urbanistico generale, in fase di redazione, prevede che gli interventi di nuova costruzione e ampliamento siano considerati ammissibili solo qualora non siano presenti edifici con amianto all’interno del lotto di intervento. In caso contrario, prima di autorizzare nuove opere, tali edifici dovranno essere bonificati. Questo sia in territorio agricolo che negli ambiti produttivi e polifunzionali.
A questo obbligo stringente, che mira ad accelerare i processi di rimozione dell’amianto, il Comune, come già avvenne per l’innovativo “Bando facciate in centro storico”, si prepara a proporre alla città un patto: rimozione dell’amianto in cambio di incentivi. Una sorta di partnership pubblico-privato in cui, in modi diversi, il Comune darà il “la” a un processo virtuoso che dovrebbe portare imprese, proprietari di immobili, agricoltori, a cogliere l’occasione e a investire, in proprio, la cifra mancante da quanto stanzierà l’Amministrazione, con procedure di evidenza pubblica, per completare l’opera.
Due i tipi di incentivi sui quali il Comune sta riflettendo. Il primo è di tipo volumetrico: in sostanza si sta ipotizzando che, laddove possibile, potrebbero essere premiate quelle imprese che rimuoveranno l’amianto dalle proprie strutture concedendo loro la possibilità di ottenere un bonus edilizio pari al 10% rispetto al volume esistente.
Il secondo tipo di incentivo, invece, sarebbe direttamente economico. Quello che potremmo definire una sorta di “Bando Amianto” che, nel caso replicasse l’esperienza positiva del precedente bando facciate, con uno stanziamento di 300.000 euro pubblici in grado di coprire fino al 30% dei costi sostenuti dai privati, porterebbe a un investimento complessivo di un milione, finalizzato alla bonifica di circa 100.000 metri quadrati complessivi. Questo permetterebbe, secondo le stime, di intervenire sul 10% degli edifici potenzialmente in cemento amianto. —
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