Il focolaio alle Reggiane non ferma lo sgombero Presto due demolizioni
Smaltite 220 tonnellate di rifiuti, quaranta i “residenti” spostati in altri alloggi Marchi, assessore al Welfare: «Realistico l’obiettivo di liberare tutto entro l’anno»
Leonardo Grilli
reggio emilia. La preoccupazione per la pandemia e per la salute dei senzatetto delle Reggiane c’è, ma a prevalere è l’ottimismo. Il focolaio Covid attualmente non ha frenato più di tanto i lavori e l’obiettivo di liberare le ex Officine da degrado, spaccio e disagiati entro la fine dell’anno «è ancora realistico».
A garantirlo è l’assessore al Welfare del Comune di Reggio Emilia, Daniele Marchi. Una delle figure che sta seguendo da vicino l’evolversi del progetto “Reggiane Off”, quel patto fra amministrazione comunale, Diocesi, Caritas, Ausl, Stu e Iren siglato lo scorso dicembre con l’obiettivo di risolvere una volta per tutte uno dei problemi maggiori della città, il “bubbone” delle Officine. Una situazione incancrenitasi nel corso degli anni fra spaccio, povertà estrema e sfruttamento e a cui recentemente si è aggiunta un’altra complicazione: l’esplosione di un focolaio Covid fra i senza fissa dimora, con 14 contagiati in poco tempo.
il focolaio
«Della gestione sanitaria si sta occupando l’Ausl – precisa Marchi – ma leggo come positivo il fatto che, da quando è scoppiata la pandemia, gli operatori sono presenti regolarmente in quell’area per effettuare screening, tamponi, fornire mascherine o gel igienizzante. Il tutto in una situazione così dinamica e fluida com’è quella delle Reggiane. I presidi dell’Ausl sono stati fondamentali per isolare velocemente i positivi al Covid».
D’altronde, prosegue l’assessore, «il tema dei senza fissa dimora è una questione italiana e non solo reggiana. E avere un sistema, come quello che abbiamo messo in campo, che consenta di intercettarli quando abitualmente non sai dove si possono spostare fa stare tranquilli tutti. In primis gli ammalati che per fortuna, a quanto mi risulta, sono praticamente tutti asintomatici». Nel frattempo il percorso di sgombero prosegue: «Non ci fermiamo. In questa fase seguiamo le disposizioni dell’igiene pubblica che ha chiesto il potenziamento dell’unità di prossimità per attività di screening e per la gestione del focolaio. Abbiamo dato, stiamo dando e daremo tutto il supporto che serve».
le demolizioni
Oltre alla vicenda sanitaria, però, continua di pari passo anche il processo di pulizia e abbattimento dei ruderi. «Abbiamo in programma due demolizioni da qui a fine mese – annuncia Marchi – in due zone diverse delle Reggiane. Quella a sud del braccio storico di viale Ramazzini, dove si trovano tre manufatti (bagni, piccoli magazzini, ecc., ndr) “abitabili”, diciamo così, e occupati da alcune persone che ora sono state accolte in altre sedi. Poi c’è l’area a nord del braccio storico dove si trova invece una struttura di basso pregio, prima abitata da una ventina di persone e oggi vuota. Sarà tutto abbattuto per evitare che venga rioccupato nuovamente».
i rifiuti
Al tempo stesso sono «terminate anche le pulizia», continua l’assessore. «Abbiamo rimosso 430 metri cubi di materiale per un totale di 220 tonnellate di rifiuti tolti dalle Reggiane. Un fatto molto positivo per la sicurezza e la gestione di tutta l’area, ora liberata anche da molti arbusti, piante morte ed erbacce secche».
i senzatetto
Infine, ma non per importanza, la questione dei senzatetto. Una quarantina quelli che ora, un tetto, lo hanno trovato uscendo così da una vita di degrado e solitudine. «Se a metà dicembre – conclude Marchi – alle Reggiane vi abitavano circa in cento, oggi aver dimezzato questa presenza è molto positivo. L’orizzonte del 2021 come chiusura del progetto è ancora realistico, ma siamo pronti ad accelerare ancora se dovesse essere necessario». —
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