La protesta degli agricoltori contro l’invasione dei cinghiali
ventasso. Sono migliaia gli agricoltori, allevatori e pastori scesi in piazza ieri contro l’invasione dei cinghiali, in tutte le regioni e le città italiane, a partire da Roma, dove la manifestazione si è svolta, in piazza Montecitorio davanti al Parlamento, e con mobilitazioni nelle altre principali città, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, da Palermo a Cagliari a Bari.
Gli agricoltori chiedono «di fermare una calamità – afferma Coldiretti Emilia Romagna – che distrugge i raccolti, aggredisce gli animali, assedia le stalle e causa incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani con pericoli concreti per gli agricoltori e i cittadini».
«Nella piazza piena di gente – prosegue Coldiretti – ci sono le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione. Molti dei presenti sono agricoltori e denunciano storie personali con drammatiche conseguenze per cose, animali e persone ma anche l’amarezza di aver visto distruggere in pochi minuti il lavoro di un anno». Alcuni hanno portato frutta, insalate e cereali completamenti distrutti dal passaggio dei cinghiali.
Un gruppo di giovani travestiti da cinghiali ha cercato i parlamentari per spiegare la situazione di emergenza che devono affrontare ogni giorno. Sugli striscioni si legge “Dopo il Covid la peste dei cinghiali”, “Noi seminiamo, i cinghiali raccolgono”, “Difendiamo il nostro territorio”, mentre dietro il palco c’era una grande scritta “Città e campagna unite contro i cinghiali”.
Al fianco degli agricoltori si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e cittadini preoccupati dalla presenza dei cinghiali sotto casa. In Emilia-Romagna sono oltre 300 i soci che hanno partecipato al blitz, guidati dal loro presidente regionale Nicola Bertinelli, assieme a vari rappresentanti delle istituzioni di tutta la regione.
E sempre secondo Coldiretti, un incidente ogni 48 ore, con 16 vittime e 215 feriti, è stato provocato dall’invasione dei cinghiali e da altri animali selvatici nell’anno dell’emergenza Covid. «Non si fermano più davanti a nulla – sostengono – abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade, mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone». È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Asaps, indagine condotta proprio in occasione della protesta di agricoltori, cittadini e istituzioni.
Secondo un’altra indagini di Coldiretti, i cui risultati sono stati portati nelle piazze durante le proteste, un italiano adulto su quattro (26%) ha incontrato dal vivo un cinghiale e altri animali selvatici che dalle campagne hanno invaso città e luoghi di villeggiatura. L’obiettivo degli agricoltori è una nuova campagna di abbattimenti che diminuisca sensibilmente il numero dei cinghiali da affidare, come è stat fino a ora , a personale specializzato. —
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