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Pieve: riaperto il chioschetto ma non il bar dell’oratorio

M.P.
Pieve: riaperto il chioschetto ma non il bar dell’oratorio

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GUASTALLA. Da qualche settimana, e solo per nei weekend, un gruppo di genitori, a turno, gestisce il chiosco dell’oratorio di Pieve, che tutti conoscevano col nome di “Moritzino”, per offrire un punto di ristoro ai ragazzi che frequentano il centro estivo gestito dalla parrocchia.

In questo modo, il gruppo di genitori offre anche l’ assistenza e il controllo ai ragazzi dell’oratorio affinché possano ritrovarsi, svolgere attività ma nel rispetto delle regole, senza eccessi di ogni tipo. Lunedì scorso è partito il “Summer Camp” gestito dagli educatori di “Sport&Fun” dell’Us Saturno, che terminerà il 30 luglio. Il camp può ospitare un massimo di 120 bambini. Sono ammesse le iscrizioni di minimo due settimane consecutive, così come suggerito dal protocollo per la salvaguardia della tutela dei ragazzi e degli istruttori. Questo per mantenere il gruppo fisso e omogeneo per più tempo possibile. Le iscrizioni sono ad esaurimento posti. Viene data la priorità a chi è residente nel comune di Guastalla, si trova in condizioni di disabilità, ha entrambi i genitori lavoratori, si iscrive per l’intera durata del camp e a scalare (4 settimane, 3 settimane o 2 settimane). È obbligatorio il distanziamento sociale, arrivare indossando la mascherina di protezione e igienizzarsi le mani all’entrata del camp. Si tratta di una “timida” ripresa dell’attività di ristoro, dato che il bar Anspi è ancora chiuso. L’oratorio, a causa di una “gestione poco chiara”, era stato chiuso dal vescovo Massimo Camisasca con la lettera letta in duomo il 17 maggio dello scorso anno. A questo si aggiunsero pure le accuse mosse da don Nildo Rossi, nelle sue omelie, in relazione all’uso improprio degli spazi dell’oratorio. E la sagra di Pieve a settembre si farà? Fonti ben informate ritengono di no, anche perché i parroci sono ancora piuttosto impauriti dalla pandemia. C’è chi ipotizza che i parroci, a causa della paura del Covid, tutt’ora presente, non abbiano alcuna intenzione di organizzare manifestazioni “extra” rispetto alle attività oratoriali, come eventuali feste musicali, oltre alla sagra a Pieve, momento religioso a parte. Manifestazioni che altri invece rimpiangono, anche perché in grado di coinvolgere la comunità di Pieve, e non solo. —

M.P.

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