Ferrarini, la procedura di concordato resta in tribunale a Reggio
REGGIO EMILIA. Nuovo cambio di fronte giurisdizionale nella crisi di Ferrarini Spa. La competenza a ricevere la presentazione della proposta concordataria spetta infatti al Tribunale di Reggio Emilia e non al Tribunale di Bologna, sede specializzata in materia di impresa.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19618 depositata ieri, accogliendo il ricorso della società contro Intesa SanPaolo e Unicredit. Istituti di credito che fanno parte, assieme a Bonterre, Gsi (Grandi Salumifici Italiani) e Opas, della cordata in corsa per assumere il controllo dello storico gruppo con sede a Rivaltella contro la proposta di Pini Holding, gruppo specializzato nella trasformazione di carni suine, con Amco in veste di finanziatore supporting.
Con decreto del 20 ottobre 2020 la Corte d’appello bolognese, decidendo sul reclamo delle banche, aveva revocato il provvedimento con il quale il tribunale di Reggio Emilia aveva assegnato il termine per la presentazione della proposta concordataria della Ferrarini Spa, dichiarandone l’incompetenza in favore del Tribunale di Bologna (sede della sezione specializzata in materia di impresa).
Accolta dunque la tesi di Ferrarini Spa secondo cui la competenza è del Tribunale di Reggio Emilia, poiché l'art. 27 del Codice della crisi di impresa contiene il testuale riferimento alle imprese «in» amministrazione straordinaria e quindi presuppone come già realizzata l’ammissione alla procedura.
«Nel caso concreto – si legge nella decisione presa ieri – l’individuazione è chiarissima, essendo stati affidati alla competenza del tribunale sede delle sezioni specializzate in materia di imprese i procedimenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza e le controversie che ne derivano relativi alle imprese in amministrazione straordinaria (e ai gruppi di imprese di rilevante dimensione), in esatta rispondenza, peraltro, a quanto stabilito dalla corrisponde parte dell’articolo 2 della legge delega».
«La Cassazione ha preso atto che la Ferrarini non è “in” amministrazione straordinaria: ed anche se è astrattamente soggetta a questa procedura, qualora se ne verificassero i presupposti, attualmente non lo è, e non è detto che lo sarà mai. Pertanto è giusto che il suo concordato preventivo rimanga a Reggio Emilia». È il commento dell’avvocato di Ferrarini, Sido Bonfatti. Che aggiunge: «Siamo soddisfatti, perché la decisione della Cassazione dimostra che la Ferrarini non ha “barato” e che gli organi della procedura ci avevano visto giusto nel considerare competente Reggio Emilia».
Sul fronte opposto non ci si scompone. Anzi, il legale di Bonterre e Grandi salumifici, Ettore Rocchi, rilancia. «Finalmente ci sono le condizioni, a prescindere dalla querelle Reggio Emilia-Bologna, affinché la procedura possa ripartire per arrivare a dare soddisfazione ai creditori in tempi rapidi. La nostra proposta dà garanzie ai creditori e ai lavoratori e ha due certezze: i 35 milioni depositati e i 37 di finanziamento. Ricordo che la questione di competenza era stata sollevata proprio da Ferrarini. Probabilmente ipotizzando 18 o 24 mesi di tempo per arrivare alla decisione. La situazione ora è sbloccata. Non posso che esprimere soddisfazione». —
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