«Il Carrara ha segnalato il suo abbandono scolastico»
«L’istituto comunicò via pec a sindaco, polizia municipale, ufficio scuola e servizi sociali l’evasione dall’obbligo di frequenza già in novembre»
Novellara. Il direttore scolastico provinciale Paolo Bernardi spiega la situazione scolastica di Saman Abbas e naga che la sua mancata presenza a scuola non sia stata segnalato. «In merito alla triste vicenda di Saman – scrive il dirigente scolastico – devo smentire in modo netto quanto affermato, in particolare nel passaggio secondo il quale la ragazza, dopo avere conseguito il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione presso l’istituto comprensivo di Novellara, pur desiderosa di continuare gli studi “non si iscrive neanche all’istituto professionale Carrara. In definitiva, abbandona la scuola, ma nessuno segnala nulla ai servizi sociali per la tutela dei minori”. Grazie alle ricerche fatte negli archivi della scuola – prosegue il dirigente – da chi dirigeva l’istituto di Novellara all’epoca dei fatti, dalla dirigente che guida oggi la medesima scuola e dall’attuale direttore scolastico del Carrara di Guastalla, posso affermare che al termine dell’anno scolastico 2016-17, grazie anche all’assistenza personale della responsabile del laboratorio di Italiano Lingua 2, che è tutt’oggi attivo presso quell’istituto comprensivo in convenzione con l’amministrazione comunale, la famiglia aveva effettuato l’iscrizione alla scuola superiore Carrara di Guastalla. La ragazza risulta dunque regolarmente iscritta per l’anno scolastico 2017-18 ad una classe prima dell’istituto, tanto che è presente nell’archivio della scuola anche una pagella del 1° quadrimestre, dove però non compaiono valutazioni, dal momento che l’alunna non ha praticamente mai frequentato».
«Contrariamente a quanto affermato, l’allora direttore scolastico del Carrara, segnalò via pec alle autorità competenti (sindaco, polizia municipale, Ufficio scuola e servizi sociali) l’evasione dall’obbligo scolastico già nel mese di novembre, con notifica anche alla famiglia dell’alunna. Di tale comunicazione è presente al protocollo della scuola la ricevuta di trasmissione e l’attestazione di ricevimento».
«Successivamente – continua Bernardi – nel giugno del 2018, alla famiglia fu comunicato il fatto che l’alunna non era stata valutata in occasione dello scrutinio a causa della mancata frequenza scolastica. Tutto questo è stato ricostruito in base a fonti documentali, che sono disponibili per chi abbia titolo a richiederne visione. Quale dirigente dell’Ufficio scolastico di ambito provinciale ci tenevo non solo a smentire un’affermazione evidentemente priva di fondamento, ma anche a contestare la tesi implicita che a mio parere fa da sfondo a tale affermazione, secondo la quale il primo e principale presidio sociale sul territorio, la scuola, nonostante l’obbligo scolastico, avrebbe abbandonato la povera Saman al proprio destino».
Una vicenda però che resta da chiarire, nel complesso. Anche perché in un documento dell’Unione Bassa reggiana si afferma che al Servizio sociale area genitorialità e tutela dei minori non è mai pervenuta alcuna segnalazione rispetto alla mancata frequenza scolastica di Saman.
La ricostruzione secondo cui la ragazza non si sarebbe iscritta alle scuole superiori si desume da dichiarazioni, mai smentite, rilasciate in varie occasioni da Edie Pavarini, ex vicedirigente delle scuole medie di Novellara. Rimane in essere, come peraltro confermato dal dirigente Paolo Bernardi, l’abbandono scolastico di Saman. Una volta avvenuta la comunicazione da parte della scuola dell’abbandono scolastico ai servizi sociali, la procedura prevederebbe, sulla carta, l’apertura di un progetto per “negligenza genitoriale”. I servizi sociali hanno attivato questa procedura?
Cosa prevede il protocollo? I genitori vengono coinvolti in un percorso personalizzato, definito da una équipe multi-professionale, per recuperare la capacità genitoriale e permettere lo studio del minore. Un percorso che può arrivare a mettere a rischio la permanenza del minore presso la famiglia, se i genitori si rifiutano di fare il percorso previsto dai servizi sociali o impediscono al minore di andare a scuola. Nel caso di Saman Abbas, tutto questo è stato fatto? —
A.C.
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