«Infortuni mortali in fotocopia: servono norme stringenti»
La richiesta dei sindacalisti Cisl di Reggio e Modena dopo la morte dell’operaio schiacciato da un sacco
NOVELLARA. Di infortuni mortali in fotocopia parlano le Cisl Emilia Centrale e Parma e Piacenza. A Novellara, nei giorni scorsi, schiacciato da un sacco di mangimi dal peso di 12 quintali ha perso la vita un 58 enne di Reggiolo: si trovava al comando di un muletto. Solo poche settimane prima a Sorbolo un uomo di 37 anni era morto schiacciato da un contenitore di mangime di 14 quintali. Era alla guida di un muletto.
E due giorni fa, a Castelnovo Monti, un ragazzo di 18 anni ha riportato lo schiacciamento delle gambe, delle quali una fratturata, perché il muletto che stava conducendo si è ribaltato, finendogli addosso. Un incidente che poteva portare conseguenze ben più gravi.
«I dati Inail – commentano Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale e Donato Sementina, segretario Cisl Parma e Piacenza – indicano che, nonostante la ripresa economica, gli infortuni mortali siano sostanzialmente stabili in regione: 36 da inizio anno a maggio, ma raddoppiano in agricoltura (da 2 a 4). Bene, ora è il momento di contrastare efficacemente la ripetitività di alcuni di essi». Solo lo scorso gennaio la Cisl Emilia Centrale ricordava come le cause da schiacciamento fossero le prime per cause di decessi, seguiti da fratture per cadute dall’alto.
Colpiscono le morti da schiacciamento nella filiera agroalimentare, come nell’ambito della movimentazione di grandi sacchi contenenti granaglie per la trasformazione in mangimi.
«E’ importante che la Medicina del lavoro e la magistratura approfondiscano questi due episodi così simili – proseguono i segretari di Reggio e Parma – per accertare con precisione le dinamiche dell’infortunio e valutare quale sia il problema di fondo. Ci aspettiamo possano essere prescritte, per quelle specifiche lavorazioni, norme, provvedimenti e raccomandazioni per prevenire il ripersi di simili infortuni».
La Fai Cisl è la categoria che si occupa di agroalimentare. Intervengono i segretari generali Daniele Donnarumma, per Reggio e Modena e Fabrizio Affaticati, per Parma e Piacenza: «La nostra richiesta è di aumentare i controlli sul settore agroalimentare e sugli allevamenti che sono spesso luoghi di gravi incidenti. Formazione e addestramento sono troppo spesso sottovalutati perché il settore è composto in larghissima percentuale da lavoratori extracomunitari, con comprensibili difficoltà di comunicazione: è una strada da invertire. Da anni – proseguono i sindacalisti – chiediamo la qualificazione delle imprese con la cosiddetta patente a punti, con l’obbligo di formazione anche per i datori di lavoro. Nella fase di avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) i finanziamenti alle imprese chiediamo siano condizionati al rispetto del contratto nazionale del lavoro, alla legalità e alla prevenzione sulla sicurezza».
Per la Cisl «occorre investire in maniera strutturale sugli organici dell’ispettorato e soprattutto della medicina del lavoro, con assunzioni e intensificazione delle visite nelle aziende, partendo dai settori tradizionalmente più a rischio, agricoltura, edilizia, logistica e facchinaggio. La sproporzione tra unità produttive e ispettori è enorme anche nella nostra Regione. Nelle aziende la contrattazione sulla sicurezza deve intervenire sulle concause principali degli infortuni: carichi di lavoro, turni, compressione dei tempi».
Secondo il sindacato, occorre intervenire decisamente sulle dinamiche dei subappalti e affidamenti a terzi di filiere produttive che non rispondono a esigenze di specializzazione, «perché spesso si traducono in sovraccarico per i lavoratori».
«Riteniamo – concludono i sindacalisti Cisl – siano da valorizzare le rappresentanze dei lavoratori addetti alla sicurezza nelle aziende o, nelle piccole realtà, territoriali, specialmente nel settore agricolo, allevamento e nella filiera agroalimentare. Da rilanciare la figura del medico competente che occorre rendere maggiormente efficace e autonoma rispetto al datore di lavoro». —
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