Gazzetta di Reggio

Reggio

Truffe estive 

Prenota e paga on line una casa a Saint Tropez ma il sito era fasullo

Ambra Prati
Prenota e paga on line una casa a Saint Tropez ma il sito era fasullo

Una trentenne reggiana ha finito per cadere nel raggiro ingannata da una schermata che utilizzava il nome AirBnb 

2 MINUTI DI LETTURA





Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Ha prenotato una casa a Saint Tropez tramite AirBnb, versando quasi duemila euro, per poi scoprire che il sito al quale si era rivolta era un fake: una schermata che, nonostante l’utilizzo del nome di AirbBnb ed una grafica simile, era diverso dall’originale. Nell’estate 2021, caratterizzata da una pausa dal Covid e dalla gran voglia di villeggiatura tra vaccini e green pass, i truffatori hanno ripreso la loro attività, ideando raggiri online sempre più sofisticati contro i quali la polizia postale di Reggio Emilia mette in guardia per non vedersi rovinare l’agognato periodo di ferie.

Vittima della disavventura una trentenne residente in città che per la prima volta si è cimentata in una vacanza fai-da-te. La giovane ha navigato in rete con l’intenzione di affittare un appartamento per alcuni giorni nella nota località francese e ha pensato di essere su un sito sicuro quando si è imbattuta in AirBnb, notissimo portale per gli affitti di breve periodo. Dopo una serie di contatti telefonici con l’host dell’annuncio, tramite messaggi in lingua inglese, la trentenne ha deciso di procedere e ha portato a termine quella che credeva la prenotazione dell’alloggio per una settimana nel mese di agosto.

Dopo essersi accordata con il “proprietario”, la reggiana ha seguito le indicazioni di quest’ultimo, pagando di caparra una percentuale del 30% della somma totale (1.989 euro) tramite bonifico bancario. Senonché qualche giorno dopo, insospettita dal prezzo particolarmente conveniente, la reggiana ha deciso di contattare l’inserzionista, senza ricevere alcuna risposta. Il controllo in rete ha dato corpo ai suoi peggiori timori: difatti ha scoperto che il sito ufficiale di AirBnb era differente da quello da lei utilizzato, che si è rivelato uno specchietto per allodole.

Così mercoledì scorso la trentenne si è recata in questura per sporgere denuncia per truffa contro ignoti, dando il “la” all’indagine telematica della polizia postale per risalire al responsabile. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google