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la cementificazione a baragalla 

A rischio il bosco urbano di via Inghilterra

Luciano Salsi
A rischio il bosco urbano di via Inghilterra

L’allarme lanciato da Rec: «L’area verde dovrà far posto a una rotonda, a palazzine e a uno spazio commerciale»

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. Non c’è pace in via Inghilterra, di nuovo presa di mira dalle ruspe. Non bastava la contestata lottizzazione dei 150mila metri quadri di prato nei pressi del parcheggio del Conad Le Querce, ora la minaccia incombe, un chilometro a monte, su quel che resta del “bosco di Baragalla” tra via Inghilterra, via Dimitrov e via Walpot, non lontano dal distributore Enercoop. Rec (Reggio Emilia in Comune) lancia l’allarme e, per sensibilizzare la cittadinanza, vi organizza per domani una “passeggiata didattica” guidata dal botanico Ugo Pellini, con ritrovo alle 18.30 al Conad Baragalla, in via Portella delle Ginestre.

Non avendo un proprio rappresentante nel consiglio comunale, Rec chiede aiuto a Dario De Lucia, il consigliere ex-Pd, ora del gruppo misto, che s’era impegnato con successo nella battaglia contro l’edificazione del Parco del Quinzio. Anche in questo caso c’entra Edilgrisendi, la ditta che di fronte alla protesta dei cittadini ha accettato la proposta del Sindaco di trasferire su un'altra area il diritto edificatorio sul Quinzio. Nel 2013 l’impresa contribuì a dimezzare il bosco di Baragalla costruendovi le villette del villaggio Bagolaro. Ora la selva residua rischia di scomparire. Rec lo deduce dall’analisi della variante al Piano urbanistico attuativo Ti2-15 e Ti2-16 modificata e approvata dalle giunte precedenti. «Vi è prevista – spiega – la costruzione di una rotonda che collegherà via Inghilterra con via Dimitrov. Il futuro del boschetto è sempre più incerto perché è prevista la costruzione di una rotonda che collegherà via Inghilterra con via Dimitrov per potervi realizzare un piccolo polo di attività terziaria e di servizio».

L’annessa relazione tecnica specifica che vi sorgeranno un negozio non alimentare di 1500 metri quadri e palazzine di quattro piani, costituite da alloggi a canone d’affitto convenzionato. Lo spazio commerciale non doveva misurare più di mille metri quadri, ma la vecchia proprietà, la Immobiliare Nordest Spa, chiese e ottenne nel 2016 una variazione d’uso e un contestuale amento di superficie fino a 1500 metri quadri.

«Sappiamo – riferisce Rec – che è in corso un’accelerazione per rendere esecutivo il piano e che centinaia di alberi verranno abbattuti. Abbiamo chiesto a De Lucia di depositare una interrogazione in consiglio comunale per capire la natura del progetto, le tempistiche e se la cittadinanza è stata informata, anche perché molti residenti di via Dimitrov si troveranno una rotonda ad alto scorrimento accanto a casa».

Se il progetto andrà in porto gli abitanti dovranno rinunciare alla vegetazione spontanea formatasi da quando, quarant’anni fa, fu resa edificabile e quindi abbandonata un’area agricola caratterizzata da una piantata di viti maritate ad olmi, i quali ora sopravvivono fra robinie, noci, piccole querce e arbusti vari creando un habitat accogliente per roditori, ricci, lepri e picchi verdi. —

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