In cento per difendere il “bosco di Baragalla”
Molto partecipata la passeggiata organizzata ieri da Rec e dal botanico Ugo Pellini L’area verde, cresciuta spontaneamente, dovrebbe essere sradicata ed edificata
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Gli abitanti della zona sono affezionati al “bosco di Baragalla” e lo hanno dimostrato partecipando ieri numerosi, insieme a tanti altri reggiani, alla “passeggiata didattica” organizzata da Reggio Emilia in Comune per manifestare la volontà di salvare dal cemento questo lembo di vegetazione spontanea formatasi tra via Inghilterra, via Dimitrov e via Walpot. In un centinaio si sono presentati alle 18.30 al Conad Baragalla, in via Portella delle Ginestre, all’appuntamento con il botanico Ugo Pellini incaricato di guidare la comitiva lungo il sentiero che s’inoltra fra gli alberi e gli arbusti cresciuti ai margini delle villette di un quartiere residenziale, poco lontano dal celebre “Villaggio degli architetti” concepito all’inizio degli anni Sessanta.
Pellini ha illustrato le caratteristiche di questa sorta di bosco urbano chiarendo che si tratta di un terreno agricolo che fu reso edificabile, ma sul quale l’intervento edificatorio rimase incompiuto. «Il Bosco di Baragalla – spiega Pellini – è un ampio spazio verde di formazione relativamente recente. Risale a quando questa zona agricola fu urbanizzata. Un grosso lembo, dove non si costruì, rimase incolto. Quindi fu invaso dapprima dalle piante pioniere, erbe, poi arbusti e ora alberi, che potrebbero portare fra altri cinquant’anni alla “comunità climax” e cioè allo stato finale stabile. Testimoni di questa evoluzione sono gli alberi attualmente presenti».
Non passano inosservati «i tanti esemplari di olmo, per lo più allo stato arbustivo, figli di questa specie utilizzata in passato per sorreggere la vite. Oltre alle classiche piante erbacee stanno crescendo rovo, vitalba e in un’area umida anche le canne di palude. Sono presenti esemplari di buone dimensioni di pioppo bianco, noce, gelso, prunus (Cagnétt), acero, farnia, la tipica quercia di pianura e non mancano robinia e ailanto, particolarmente infestanti. Questo spazio verde, dove si è formato un sentiero frequentato da chi ci passeggia o svolge attività sportiva, deve essere salvato».
Non avendo un rappresentante in consiglio comunale Rec chiede aiuto a Dario De Lucia, consigliere del Gruppo misto, che s’era impegnato con successo nella battaglia contro l’edificazione del Parco del Quinzio. Su quest’altra area verde non progettata ma naturalizzata, incombe la minaccia della variante al Piano urbanistico. Vi è prevista la costruzione di una rotonda che collegherà via Inghilterra con via Dimitrov. L’annessa relazione tecnica specifica che vi sorgeranno un negozio non alimentare di 1.500 metri quadri e palazzine di quattro piani costituite da alloggi a canone d’affitto convenzionato con autorimesse interrate. —
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