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Dati sempre più drammatici per l’occupazione femmnile

Dati sempre più drammatici per l’occupazione femmnile

Il tema al centro di un convegno dedicato alla situazione lavorativa in provincia «Servono politiche per la famiglia, solo così si può invertire questa tendenza» 

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REGGIO EMILIA. Rita Cavalieri, imprenditrice del commercio, è stata eletta presidente di Donne Impresa Lapam, il gruppo che raccoglie le oltre 2.500 imprese a guida femminile aderenti all’associazione. L’elezione si è svolta a margine di un convegno che ha messo al centro i dati del lavoro femminile nella nostra provincia e i contributi della vice presidente nazionale e della presidente regionale Donna Impresa Confartigianato, rispettivamente Emanuela Bacchilega e Cinzia Ligabue.

Nel convegno si è parlato del Piano nazionale di ripartenza e resilienza, che prevede risorse ingenti proprio per la parità di genere e per l’occupazione femminile, due dei numerosi temi che è necessario affrontare nella ripartenza dalla crisi pandemica.

«Servono politiche per la famiglia – ha sottolineato Bacchilega – solo così si potranno aiutare le donne che spesso si occupano anche della cura dei figli piccoli e dei genitori anziani».

Il 2020 è stato un anno drammatico per quanto riguarda l’occupazione femminile: i dati dell’Osservatorio Mpi Confartigianato evidenziano come nella provincia di Reggio Emilia le donne occupate sono state 106mila con un calo del 2,9% rispetto al 2019. Nella nostra provincia, il tasso di occupazione femminile per il 2020 si è attestato al 61,6% con un calo dell’1,3% rispetto all’anno precedente, a cui si accompagnano un lieve aumento del tasso di disoccupazione (+0,4%) e uno più marcato del tasso di inattività (+1,1%). Se si analizzano i dati per fasce di età, si nota che la porzione centrale della popolazione, compresa tra i 35 e i 54 anni, registra il tasso di occupazione più alto, compreso tra il 77,6% e il 77,8%, con il gap occupazionale rispetto agli uomini che si attesta attorno al 16%.

I dati Lapam Confartigianato dimostrano, inoltre, una stretta correlazione tra il tasso di occupazione femminile e la percentuale dei bambini di età compresa tra 0 e 2 anni che usufruiscono dei vari servizi dell’infanzia, rendendo quanto mai evidente che essi sono sempre più necessari se si vuole incentivare il lavoro femminile. Per quanto riguarda la questione del gap salariale di genere, nella nostra provincia la differenza sulla retribuzione si attesta a 9,957 euro, con una forbice del 34% in favore degli uomini. Emanuela Bacchilega, ha insistito su questo tema: «La resilienza delle donne è stata fondamentale in questo periodo, ma occorre che si faccia di più: non è possibile che una donna che ha un progetto imprenditoriale sia meno considerata di un uomo. Ma alle giovani dico di investire sui propri sogni, diventare imprenditrici è possibile ed è molto gratificante». Nel Reggiano nel 2020 sono state registrate 9.998 imprese gestite da donne, di cui 2.592 (25,9%) sono imprese artigiane. A questo dati si affianca poi quello della presenza giovanile e straniera, che vede un 14,2% di donne under 35 e un 27,2% di straniere impegnate nel settore dell’artigianato.

Infine Cinzia Ligabue, che ha portato la propria testimonianza: «La pandemia ci ha messe alla prova, ma tante donne hanno saputo ripartire mettendo in campo risorse inaspettate. Ora è il momento di rilanciare e di trovare strade nuove, passando dalla formazione continua e dalla capacità di seguire i propri sogni». —

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