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IL CASO 

Vuol baciare l’assistente sociale L’accusa è di violenza sessuale

Ambra Prati
Vuol baciare l’assistente sociale L’accusa è di violenza sessuale

Un 48enne, già condanno e affidato ai servizi, denunciato dai carabinieri Dopo uno dei consueti colloqui si è avvicinato alla donna e l’ha stretta a sè 

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Ha tentato di baciare l’assistente sociale con la quale aveva appena concluso un colloquio di monitoraggio del suo percorso riabilitativo. Non proprio un bel biglietto da visita.

Per questo motivo un uomo di 43 anni, con precedenti penali, si è messo ulteriormente nei guai ed è stato denunciato per violenza sessuale (un bacio è equiparato alla violenza vera e propria) dai carabinieri della Stazione di Reggio Emilia principale.

L’episodio risale alla scorsa settimana e ha per protagonista un italiano di 43 anni, già condannato: all’uomo, come spesso avviene per reati non particolarmente gravi, era stata concessa la misura alternativa dell’affidamento ai Servizi sociali, che si occupano di impiegare il soggetto in compiti sociali (come cura del verde o quant’altro) con l’impegno di monitorare periodicamente l’andamento del percorso riabilitativo tramite incontri e colloqui cadenzati.

Aveva proprio il compito di svolgere uno dei consueti colloqui finalizzati a valutare la condotta dell’affidato in prova ai servizi sociali l’assistente che lavora in una cooperativa di assistenti sociali della provincia, che ha fissato l’appuntamento e ricevuto l’uomo.

Il colloquio si è svolto in modo apparentemente normale. L’uomo ha risposto alle domande in modo distratto poi una volta concluso l’incontro il 43enne, anziché uscire dalla studio, si è fatto avanti con esplicite avance sessuali: dopo una battuta, che l’assistente ha ignorato fingendo di non sentire, il 43enne si è avvicinato alla donna, le ha abbassati la mascherina, l’ha stretta a sé avvicinandosi a pochi centimetri e ha tentato di baciarla.

Ci sarebbe riuscito se non fosse che l’assistente sociale ha avuto la prontezza di riflessi di divincolarsi e di alzarsi di scatto dalla sedia, aprendo la porta dello studio dove i due si trovavano da soli per raggiungere le colleghe.

Per fortuna a quel punto l’uomo ha capito di averla combinata grossa: svanita ogni baldanza e aspirazione sessuale, l’affidato ha desistito e se n’è andato senza profferire parola.

Scossa per l’accaduto l’assistente sociale, dopo essersi consultata con il suo responsabile, vista la gravità dell’episodio ha immediatamente allertato i carabinieri e il giorno seguente si è presentata in corso Cairoli per sporgere querela contro l’uomo, ben conosciuto dalle forze dell’ordine.

Una volta conclusi gli accertamenti, a carico dell’uomo è stata formalizzata una segnalazione alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia dinanzi alla quale dovrà rispondere ora dei suoi comportamenti.

L’improvviso trasporto fuori luogo dell’uomo gli costerà, molto probabilmente, un inasprimento della pena: il tribunale di Sorveglianza potrebbe sospendere il beneficio dell’affidamento in prova e optare per una pena più afflittiva. —

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