Il prefetto Rolli «È successo esattamente ciò che temevo»
Partite intanto le indagini delle forze dell’ordine per denunciare i responsabili degli atti vandalici
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «È successo quello che temevo, ma è successo in tutta Italia: era come fermare un mare in piena». Così il prefetto Iolanda Rolli ha commentato i festeggiamenti per la vittoria degli Azzurri agli Europei, che hanno trasformato anche la nostra città in un carosello colorato e rumoroso di auto, clacson, trombette e bandiere.
Non sono mancati i disordini: petardi esplosi in mezzo alla gente e danneggiamenti, tra semafori spaccati e cartelli stradali divelti, oltre all’inseguimento di un giovane denunciato per aver sparato salve. Certo, in confronto alle grandi città a Reggio la festa è stata tenuta più sotto controllo, anche grazie al dispiegamento delle forze di polizia che è stato il più ampio possibile, con controlli iniziati nel tardo pomeriggio e proseguiti fino all’alba.
«Raggiungere un risultato sportivo del genere dopo sedici mesi di chiusura causa Covid – prosegue Rolli – è naturale che abbia provocato queste dinamiche. Ecco perché prima della finalissima ho voluto trasmettere degli alert e raccomandare la massima prudenza, cercando di evitare le situazioni più a rischio come i maxi-schermi e le grandi adunate. Ma alla fine era inevitabile che le persone scendessero in strada per festeggiare. Penso che sia stato comunque un bel momento».
Dal punto di vista delle indagini, condotte da questura e polizia locale, ci vorranno giorni per identificare gli autori degli episodi meno edificanti. Ieri i poliziotti, insieme ai vigili del fuoco, hanno compiuto alcuni sopralluoghi partendo in particolare da piazza del Tricolore, dove hanno iniziato a esaminare le immagini delle telecamere pubbliche: impresa non facile, perché in molti casi i volti sono coperti dal fumogeni. «È partita l’attività di ricognizione da parte dell’ufficio manutenzione del Comune – ha spiegato il comandante della Municipale, Stefano Poma – per quantificare i danni ed eseguire una mappatura dei punti della città presi di mira. Alcuni episodi, rimbalzati online, dobbiamo capire dove si siano svolti. Certi cartelli con la freccia d’obbligo blu, visti in mano ad alcuni tifosi, non sappiamo dove siano stati presi. Quando questa fase sarà completa analizzeremo le telecamere per risalire ai responsabili, denunciarli e chiedere il risarcimento». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google