Omicidio di San Martino in Rio, l'ipotesi di una doppia identità di genere come movente
Per gli inquirenti Marco Eletti, accusato del delitto, avrebbe scoperto la doppia vita del padre Paolo e lo avrebbe ucciso al culmine di una lite
SAN MARTINO IN RIO. C'è l'ipotesi di una doppia vita, legata a un'altra identità di genere. E' questo uno dei moventi ipotizzati nell'indagine dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Reggio Emilia, per l'omicidio del 58enne Paolo Eletti, ucciso con cinque martellate in testa il 24 aprile scorso, quando è stato trovato privo di vita accanto alla moglie 54enne, Sabrina Guidetti, che venne trovata invece narcotizzata e con i polsi tagliati, rimasta in coma per circa un mese a causa di un pesante avvelenamento da benzodiazepine.
Accusato del delitto del padre e del tentato omicidio della madre è il figlio della coppia, Marco Eletti, attualmente in custodia cautelare in carcere, accusato di omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi e dall'utilizzo di mezzi insidiosi.
Secondo gli inquirenti, il figlio non era a conoscenza della doppia vita del padre. E, una volta scoperta, è avvenuto il terribile litigio, culminato con l'omicidio.
Sull'ipotesi di una doppia identità di genere e della doppia vita della vittima sarebbe spuntato anche un profilo social ricondotto a Paolo Eletti.
Era il 24 aprile quando Paolo Eletti è stato ucciso a colpi di martello nella sua casa di via Magnanini a San Martino in Rio. Quando è stato trovato, la moglie era poco lontano da lui, esanime. Era stato il figlio Marco a lanciare l’allarme: la scena che si era presentata davanti ai soccorritori sembrava quella di un omicidio-suicidio. Poi, però, l’interrogatorio ha convinto gli investigatori che era una messa in scena. Marco Eletti è stato fermato la mattina dopo, accusato di omicidio e tentato omicidio dei genitori.
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