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CORSO GARIBALDI 

«Non si poteva prevedere il collasso di quel tiglio È un evento molto raro»

Luciano Salsi
«Non si poteva prevedere il collasso di quel tiglio È un evento molto raro»

L’esperto botanico Ugo Pellini «L’unica certezza è che  mentre il tronco, i rami e le foglie  apparivano del tutto normali  le radici erano marce

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. Che cos’ha provocato, martedì mattina, l’improvviso crollo di un tiglio in corso Garibaldi?

Qualcuno accusa la dispersione di corrente elettrica da cavi interrati, ma è un’ipotesi priva di fondamento. Il gruppo micologico R. Franchi sospetta invece l’azione di un fungo sotterraneo. «L’unica certezza – riferisce il botanico Ugo Pellini – è che, mentre il tronco, i rami e le foglie apparivano del tutto normali, le radici erano marce. Ne ho prelevato qualche frammento e l’ho consegnato a un micologo perché ne sia fatta un’analisi specifica».

Si poteva prevenire lo schianto diagnosticando per tempo la marcescenza radicale?

«Si sarebbe potuto – spiega Pellini – sottoporre la pianta a una prova di trazione meccanica per controllarne la stabilità. Il tiglio, però, non mostrava esternamente alcun segno premonitore del cedimento e sarebbe impossibile effettuare questa prova su tutti i 50 o 60mila alberi del verde urbano».

Per fortuna la pianta s’è appoggiata alla facciata di una casa senza rovinare a terra. Tanto è bastato, però, per lanciare l’allarme e moltiplicare in tutta la città le richieste di abbattimento degli alberi considerati pericolanti.

«Si tratta – obietta Pellini – di un evento molto raro e imprevedibile, paragonabile al malore improvviso di un atleta che sembrava in ottima forma. Nella nostra città non ne sono mai derivati decessi o ferimenti seri di persone. Ciò non toglie che si debbano prevenire tali cadute con una manutenzione continuativa e corretta, effettuata da esperti. Una volta se ne occupavano i tecnici e gli operai della serra comunale, soppressa nel 1996. Ora tutto questo lavoro è affidato a ditte esterne tramite appalti temporanei. Il Comune ha chiarito che in corso Garibaldi era già prevista la potatura di rimonda dei rami secchi. Occorrerebbe un censimento sistematico del verde pubblico, prima nei viali poi nei parchi, per disegnare mappe dettagliate con lo stato di salute delle singole piante e programmare tempestivamente gli interventi». —

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