«Rifiuti, occorre intervenire per poter abbattere i costi»
Il gruppo Alternativa civica prevede forti aumenti della tassazione perché verranno a mancare gli appositi contributi dello Stato
SANT’ILARIO. «I soldi dello Stato per evitare gli aumenti della tassa sui rifiuti, una misura temporanea che non dirada le nubi per il prossimo anno». La considerazione arriva dal gruppo di opposizione “Alternativa civica per Sant’Ilario e Calerno”, che in una nota spiega: «Il consiglio comunale con all’ordine del giorno la determinazione delle tariffe della Tari, a causa delle defezioni nella maggioranza, si è potuto svolgere grazie al senso di responsabilità delle minoranze, che hanno garantito il numero legale. Il costo della raccolta, smaltimento e riciclo dei rifiuti è aumentato nel giro di 6 anni di oltre il 15%, con costi a carico delle famiglie e delle imprese al limite della sostenibilità, nonostante i buoni risultati in termini di aumento della raccolta differenziata: per il 2021 l’aumento è stato pari al 4,5%».
«Per calmierare questi aumenti – prosegue l’opposizione – di volta in volta il nostro Comune utilizza risorse interne, contributi regionali o statali. Quest’anno si sono potuti evitare aumenti alle imprese utilizzando i fondi stanziati dallo Stato per l’emergenza Covid: in questo modo chi potrà dimostrare di avere subito un danno in conseguenza delle chiusure stabilite per fronteggiare la pandemia, si vedrà ridotto l’importo della tariffa».
Per Alternativa civica, si tratta di «una misura di sollievo sulla quale abbiamo votato a favore. Ma il prossimo anno non potremo contare su queste risorse, per cui, oltre all’immancabile aumento che ogni anno ci viene riservato, avremo anche gli aumenti che siamo riusciti a sterilizzare quest’anno. Non dimentichiamo che i Comuni della Provincia di Reggio hanno un debito nei confronti di Iren di oltre dieci milioni di euro, oltre a un conguaglio per i nuovi servizi attivati, che dovremo saldare nei prossimi sei anni: solo per questa voce la tariffa dovuta a Iren aumenterà del 15% circa – denuncia l’opposizione –. È quindi impensabile sperare per i prossimi anni in un contenimento delle tariffe, così come è molto improbabile che, terminata l’emergenza, il governo trasferisca ulteriori risorse ai comuni per calmierare la Tari. Questo sistema, che noi definiamo perverso, è quello che però consente a Iren di distribuire ai soci, tra cui il nostro Comune, dividendi sempre più alti che derivano dalle tasse pagate dai cittadini e dalle attività economiche».
«Abbiamo proposto di impegnare il Comune a utilizzare parte di questi dividendi, che per il 2021 ammontano a circa 300.000 euro, per abbassare la pressione tariffaria a favore dei contribuenti, ma come sempre la maggioranza ha respinto la richiesta. E abbiamo inoltre espresso la necessità di intervenire sui costi, verificando l’esistenza di soluzioni che potrebbero abbattere i costi: necessità che la maggioranza, a parole, ha condiviso. Vediamo se alle parole seguiranno i fatti o se si preferirà accettare supinamente il continuo lievitare di una tassa ormai insostenibile», conclude Alternativa civica. —
Da.Al.
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