Violenza su una bimba nel bagno del circolo
Un 57enne è accusato di aver abusato della piccola di 5 anni L’avrebbe attirata con la scusa di offrirle delle caramelle
ZONA CERAMICHE. Ha approfittato della fiducia innata che può avere un bimba di appena cinque anni verso un adulto.
L’avrebbe adescata al bar di un circolo in un placido pomeriggio di fine estate offrendole delle caramelle e poi, come nel peggiore degli incubi, l’ha portata dentro un bagno, rinchiudendola e mettendo in atto una violenza sessuale di portata inaudita per quella bimba, che è poi scappata dai nonni, raccontando loro tutto l’accaduto.
Una vicenda che ha portato al rinvio a giudizio di un uomo della montagna reggiana di 57 anni, all’epoca dei fatti (era il 2012) 48enne, il cui caso è stato esaminato ieri dal collegio dei giudici presieduto da Simone Medioli con Sarah Iusto e Stefano Catellani a latere.
Secondo l’accusa – mossa dalla procura di Reggio, nelle indagini coordinate dal sostituto procuratore Valentina Salvi – l’uomo nel settembre del 2012 si trovava in un circolo della zona ceramiche dove era presente anche la bambina, portata nel locale dai nonni. L’attenzione della bimba, una volta avvicinatasi al bar, sarebbe stata attirata da parte dell’uomo con la scusa di offrirle delle caramelle. Poco dopo l’uomo si è diretto verso il bagno del circolo assieme alla bimba, fuori dalla portata dei parenti, che comunque erano poco distanti.
Pochi istanti divenuti interminabili per la bimba di 5 anni, che secondo l’accusa si è vista rinchiudere dentro il bagno. L’uomo si è abbassato i pantaloni costringendo la bambina a toccargli le parti intime, palpeggiandola a sua volta. Poi, appena liberata, la bimba si è diretta dalla nonna raccontandole tutto. La nonna si è quindi precipitata verso il bar chiedendo se qualcuno avesse visto qualcosa, trovando così una testimone diretta, sentita ieri al processo nel quale il 57enne è accusato di violenza sessuale con l’aggravante di averla perpetrata nei confronti di una bimba così piccola. La ricostruzione effettuata dalla procura si basa sul racconto raccolto dalla bimba e da alcune circostante riferite da due testimoni, smentiti però da un terzo testimone presentato invece dal difensore Francesca Corsi. Un contrasto che ieri ha dato vista a un confronto all’americana, alla presenza dei testi contrastanti. La questione sarebbe legata anche ai video della sorveglianza, dai quali mancherebbe un frammento tale da renderne incerta la valutazione dell’accaduto. Fatto sta che il collegio ha chiuso la fase istruttoria, rinviando a settembre per la discussione finale e la sentenza sul o caso in cui la famiglia della bimba – presente ieri in udienza – si è costituita parte civile con l’avvocato Nino Ruffini. —
Enrico Lorenzo Tidona
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