«L’obbligo sugli autobus? È difficile da applicare»
REGGIO EMILIA. «Sono favorevole al green pass alla francese, sebbene applicato al trasporto pubblico mi sembra un’iniziativa di ardua applicazione». Si schiera a favore - senza nascondere che è quasi impossibile che la proposta si incarni in realtà - l’assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Reggio Emilia Carlotta Bonvicini. «Non considero il trasporto pubblico slegato dalla questione vaccinazioni a tappeto, che rimane il tema dei temi – ha esordito l’assessore –. In generale credo che la soluzione dovrebbe essere aver vaccinato la maggior parte della popolazione entro l’autunno. Il problema di persuadere a vaccinarsi il più ampio numero di persone è a monte, mentre mi pare difficile declinare questo modello per ogni servizio e per ogni attività quotidiana del singolo cittadino, che sia andare al ristorante o a uno spettacolo».
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la ripartenza di settembre è tuttora un’incognita.
«Dovremo valutare, molto dipenderà dalla percentuale di protezione della fascia giovane. Sottolineo che gli utenti dei mezzi pubblici sono soprattutto anziani e giovani. Sugli studenti delle superiori l’unico vantaggio è che non si tratta di utilizzatori saltuari: lo studente è un abbonato riconoscibile e si potrebbe legare l’abbonamento all’attività di controllo, tuttavia mi sembra complicato».
Gli aspetti positivi dell’ipotesi green pass, secondo Bonvicini, sono legati più alla moral suasion che all’applicazione pratica.
«Questa discussione aiuta a stimolare sull’importanza del vaccino. Parlare di green pass alla francese è più utile sul fronte della sensibilizzazione a vaccinarsi piuttosto che come soluzione praticabile». —
Am.P.
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