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Bellini, schermaglie sul video in Super8 In aula i familiari

Mercoledì l’ex moglie sarà chiamata a testimoniare  Con lei anche altri quattro parenti della Primula Nera

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REGGIO EMILIA. La prossima settimana entrerà nel vivo il processo sulla strage del 2 agosto 1980 a carico di Paolo Bellini, Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia. Mercoledì, infatti, dovrebbero testimoniare cinque familiari di Bellini, tra cui l’ex moglie Maurizia Bonini, che dopo essere stata sentita varie volte nel corso degli anni ha riconosciuto, nell’ultimo interrogatorio davanti ai procuratori generali bolognesi, il volto dell’ex marito nel video amatoriale girato in stazione a Bologna il giorno della strage da un turista straniero.

Proprio sulla possibilità di mostrare il video in aula ai parenti di Bellini ieri si è consumato un duro scontro tra la procura generale e i difensori di Bellini, Manfredo Fiormonti e Antonio Capitella. I due legali dell’ex esponente di Avanguardia Nazionale avrebbero voluto un contraddittorio tra il tecnico della polizia scientifica che ha ottimizzato il video super 8 per conto dei procuratori generali e il loro consulente che ha analizzato il filmato. La proposta, però, non è stata accettata dalla Procura generale, che ha ribadito, come già fatto in passato, di non conoscere né il consulente della difesa, né il contenuto della sua relazione sul video.

«Non prestiamo il nostro consenso al buio», ha detto infatti l’avvocato generale dello Stato, Alberto Candi. I procuratori generali hanno invece accolto il suggerimento della Corte d’Assise di far venire in aula il loro consulente prima di mostrare il video ai testimoni, perché spieghi il lavoro che ha svolto per migliorare la qualità del filmato.

Entro il 15 settembre, inoltre, un perito incaricato che ha deposto nell’udienza di mercoledì scorso e che ieri è tornato in aula come teste dovrà fornire un supplemento di trascrizione relativa a un’intercettazione ambientale effettuata il 2 agosto 2019 ai familiari di Bellini. Si tratta di un’intercettazione che venne disposta su una Fiat Panda su cui i familiari della Primula Nera tornavano da Modena, dove erano stati sentiti durante le indagini. La registrazione riguarda una conversazione di poco più di un’ora, che secondo i magistrati della procura generale «ha un suo rilievo nella dinamica dell’accertamento dei fatti». Alcuni passaggi della conversazione sono «in stretto dialetto reggiano». Di conseguenza è stato colto il senso, ma non sempre l’esatta espressione pronunciata. Su questo aspetto è stato chiesto al perito incaricato, Lorenzo Benedetti, di avvalersi di un aiuto attraverso una persona reggiana di fiducia, come già avvenuto per trascrizioni precedenti. —

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