Gazzetta di Reggio

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correggio e SAN MARTINO IN RIO 

Condannata la banda di ladri 60 furti compiuti in pochi mesi

Serena Arbizzi

Colpi nel Reggiano e Modenese  ma pure in Veneto e Lombardia  con un bottino di 250mila euro.  Le pene più pesanti a 2 fratelli, al padre e a un altro famigliare 

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CORREGGIO. Oltre 20 anni di carcere per i pendolari del crimine la cui base operativa era a San Matteo, quartiere di Modena, con incursioni anche a Correggio e San Martino in Rio. Lo ha deciso ieri la giudice Antonella Pini Bentivoglio, che ha emesso la sentenza a carico dei “Nàrvali”, che nel dialetto rom-bosniaco (grazie al quale inizialmente erano riusciti ad aggirare i controlli) significa “pazzi”.

La banda ha messo a segno 60 colpi in pochi mesi, incassando oltre 250mila euro di bottino, operando da Modena a Reggio, da Rovigo a Mantova. Numerosi i danni provocati, con le diverse auto a disposizione, anche se la loro prediletta era una Bmw che utilizzavano nonostante il paraurti ammaccato, con l’accortezza di cambiare targa di volta in volta.

Entrando nel dettaglio, sono stati inflitti cinque anni di pena ciascuno a due fratelli considerati la mente della banda, assieme al padre, condannato a quattro anni e otto mesi. Un altro famigliare ha patteggiato quattro anni, mentre per gli altri quattro, accusati di ricettazioni, sono scattate condanne da uno a due anni e quattro mesi. I primi quattro rimangono in carcere.

La giudice Pini Bentivoglio ha accolto la richiesta del pm Giuseppe Amara, che aveva domandato le stesse pene.

Il sodalizio criminale, finito a processo per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti, ha colpito tra la fine di aprile e l’inizio di settembre, quando l’attività della banda subì una battuta d’arresto dovuta al fatto che 3 di loro vennero catturati. L’estate tuttavia era stata densa di colpi di tutti i tipi. I carabinieri hanno ricostruito l’operato della banda grazie a continui appostamenti e a indagini serrate. Pendolari del crimine ben organizzati che assaltavano negozi di abiti da sposa, come nel caso di “Come nelle favole” di Bomporto, dove hanno portato via numerosi capi da cerimonia, fiori e danneggiato numerose bomboniere. A San Martino in Rio, invece, hanno preso di mira una mensa rubando un bottino composto da 10 chilogrammi di prosciutto, due di speck, 10 chilogrammi di pasta sfoglia, sei di filetto e 12 di cioccolato, oltre a pentole e posate. A Nonantola, in una sanitaria, hanno provocato 12mila euro di danno per rubare mille euro di bottino. Ma non disdegnavano nemmeno le officine: in una di Crevalcore hanno sottratto televisore, tassellatori, saldatrici, trapani, flessibili, smerigliatrici e decine di batteria per attrezzi edili. O le cialde, come quando a Soliera il gruppo ha svaligiato un magazzino portando via scatole di caffè, alcune macchine e portatili. La banda riuscì, infatti, a entrare in un magazzino, dal quale portò via 161 scatole di caffè in cialde. In tutto, il danno alla struttura ammontava a circa 5.500 euro. —

Serena Arbizzi

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