È morto a 94 anni il partigiano cattolico Fermo Carubbi
Dalla lotta nelle fila delle Fiamme Verdi sull’Appennino all’impegno in consiglio comunale alla presidenza di Istoreco
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Partigiano, custode della memoria, figura attiva nell’amministrazione del territorio. Ha vissuto lunghi decenni di impegno pubblico il 94enne reggiano Fermo Carubbi, scomparso giovedì scorso nella sua abitazione in città. Originario di Marola di Carpineti, durante la guerra era stato un giovanissimo partigiano delle Fiamme Verdi, le brigate cattoliche impegnate in Appennino; terminato il conflitto aveva iniziato a lavorare come geometra, assumendo un ruolo di responsabilità nella vecchia bonifica Parmigiana Moglia, ed era entrato in politica, tesserato della Democrazia Cristiana, vicino all’ala che faceva riferimento a Franco Bonferroni e sempre attento ai temi dell’agricoltura. Non a caso, dopo essere andato in pensione, si era impegnato nell’associazionismo come presidente di diverse realtà di categoria. A inizio anni ’80 era stato eletto in consiglio comunale a Reggio Emilia, sedendo nelle file del gruppo di opposizione della Dc. Dal 1990 al 1994 ha ricoperto il ruolo di presidente dell’istituto storico provinciale Istoreco, vivendo in prima persona le turbolenze legate al famoso “Chi sa parli” di Otello Montanari che riportò l’attenzione sul cosiddetto “triangolo rosso” e sull’ingiusta condanna del comandante Diavolo Germano Nicolini. Per tanti decenni iscritto all’Apc, Associazione partigiani cristiani, da tempo era socio onorario dell’Alpi-Apc, nata dalla fusione delle due associazioni partigiane di ispirazione cattolica. Nel 2015, in occasione del 70esimo anniversario della Liberazione, aveva ricevuto in prefettura una delle le “Medaglie della Liberazione” assegnate ai resistenti reggiani. Nel 1952 aveva sposato Odina, la coppia ha avuto diversi figli e figli e nel 2018 era stata festeggiata nella parrocchia di Santo Stefano per il loro anniversario.
Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio a Marola, il suo paese natale. Alle 14.30 nella chiesa dell’abbazia romanica del seminario verrà officiata la funzione, poi si proseguirà verso il vicino cimitero. I famigliari chiedono alle persone eventualmente interessate non fiori ma opere di bene.
Fra chi ricorda Carubbi c’è lo storico Massimo Storchi, che nel 1994 prese il suo posto come presidente di Istoreco. «Ero un giovane storico, il primo presidente della rete degli istituti storici a non aver combattuto durante la guerra come partigiano, fu un passaggio in cui ricevetti il sostegno di Carubbi, era una persona molto legata alla Resistenza e alla sua memoria», racconta. Al cordoglio si unisce anche Elio Ivo Sassi, sindaco di Villa Minozzo e presidente dell’Alpi-Apc provinciale: «Carubbi era uno dei nostri soci onorari, uno degli ultimi partigiani rimasti, lo ricordo anche per il suo impegno in politica, nell’agricoltura, nella bonifica. Come associazione, ci stringiamo tutti alla sua famiglia» . —
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