Gazzetta di Reggio

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Le rsu di Riunite e Civ 

La Gkn licenzia in blocco i suoi 422 dipendenti «Mobilitarsi subito»

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REGGIO EMILIA. «La Gkn, nonostante il blocco dei licenziamenti, per salvaguardare i suoi interessi ha deciso di lasciare a casa i suoi 422 dipendenti nel modo più vergognoso, mandando una mail a tutti i dipendenti con la comunicazione che dal giorno dopo potevano considerarsi licenziati». A scriverlo, in una nota, le rappresentanze sindacali unitarie di Cantine Riunite e Civ. «Questo – si continua a leggere – fa capire la totale indifferenza da parte dell’azienda per le conseguenze che questa decisione ha sui dipendenti e sulle loro famiglie. Questo dimostra come l’accordo firmato da Draghi, dal ministro del Lavoro, da Confindustria e dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil), accordo in cui le aziende in difficoltà si sono impegnate ad utilizzare in primis gli ammortizzatori sociali prima di licenziare, sia solo di facciata mentre nella pratica le aziende rivendicano la loro piena discrezionalità nel procedere ai licenziamenti».

Secondo le Rsu «il governo non può accettare questi comportamenti da parte delle aziende (altri ne stanno venendo avanti, vedi Whirpool), ma deve dimostrare nei fatti che difende i diritti dei lavoratori e non quello delle Imprese. A Confindustria, poi, non è costato nulla mettere qualche parola nell’accordo e sottoscriverlo: sapeva fin dall’inizio che le sue aziende non l’avrebbero rispettato».

Per queste ragioni le Rsu dei vari stabilimenti del Gruppo Cantine Riunite e Civ Sca «esprimono piena solidarietà alla lotta dei lavoratori della Gkn contro i licenziamenti» le organizzazioni sindacali sollecitano altresì Cgil, Cisl e Uil a «incontrare immediatamente sia il governo sia il ministro del Lavoro affinché possano chiarire la loro posizione in merito all’accordo e comunicare i provvedimenti che si intendono adottare nei confronti della proprietà della Gkn e di tutte le aziende che penseranno di comportarsi nello stesso modo, licenziando i propri dipendenti dalla sera alla mattina».

E ancora: «È indispensabile che Cgil, Cisl e Uil organizzino una mobilitazione nazionale: i lavoratori tutti e l’opinione pubblica devono essere coinvolti nel fermare queste chiusure indiscriminate, evitando che i lavoratori e le loro famiglie subiscano le conseguenze di queste decisioni unilaterali». —

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