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Oltre cinquecento firme per la mozione popolare a sostegno dei riders

Oltre cinquecento firme per la mozione popolare a sostegno dei riders

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reggio emilia Si è conclusa con un risultato che è andato oltre le aspettative la raccolta firme di Reggio Emilia in Comune (Rec) per la mozione di iniziativa popolare per assicurare condizioni minime di dignità sul lavoro ai riders reggiani.

Le cinquecento firme ottenute, di gran lunga superiori a quelle necessarie secondo i termini di legge per la presentazione della petizione in consiglio comunale rappresentano secondo i promotori un chiaro esempio di partecipazione alla cosa pubblica della cittadinanza, un’azione politica dal basso che presenta alle forze presenti in Sala Tricolore richieste chiare e concrete per migliorare non solo la condizione lavorativa dei riders che lavorano nella nostra città, ma anche per realizzare migliorie della viabilità a vantaggio della cittadinanza tutta.

«Le problematiche che questa mozione vuole contribuire a risolvere sono molteplici, complesse e in evoluzione – aggiungono i promotori – : perciò viene richiesto un tavolo permanente e di lungo termine, per creare un percorso di collaborazione fra l’amministrazione comunale e chi vive quotidianamente la città come rider. Tra le principali criticità rilevate dai ciclofattorini ci sono la mancanza di bagni pubblici aperti nel turno serale, ripari dalla pioggia nelle zone di attesa ordini, punti di ricarica smartphone e riparazione fai-da-te per le biciclette, oltre ad una viabilità urbana insicura per le biciclette».

Questo il contenuto della mozione popolare, nata dallo sforzo congiunto di Adl Cobas, Riders Union e Rec - Reggio Emilia in Comune e che ha avuto il prezioso sostegno durante la campagna di raccolta firme dei consiglieri comunali Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli nonché di realtà partitiche quali il comitato reggiano di Possibile e Potere al popolo, gli spazi sociali reggiani (Aq16, Casa Bettola e Città Migrante), il collettivo Studenti autorganizzati, nonché di locali reggiani come la Gargotta del popol giost.

Il consiglio comunale è ora chiamato a discutere e approvare questa mozione, affinché possa avere un reale effetto. «Spetta quindi alla maggioranza consiliare in particolare dimostrare, nei fatti, l’interesse a non tradire una richiesta popolare nata al di fuori delle strutture e forze politiche rappresentate in consiglio comunale». —

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