«Protezioni salvavita per le moto Comune e Anas non rispondono»
Motorlab ha acquistato i dispositivi per commemorare l’amico Massimo Faggiani «I Comuni non possono riceverli? Non è vero. Lo abbiamo già fatto con altri enti»
VENTASSO. «La risposta del sindaco di Ventasso sugli impianti di sicurezza lungo la curva pericolosa della statale 63? È esattamente quella di un anno fa». Continua a far discutere la volontà di un gruppo di amici e parenti di ricordare il motociclista Massimo Faggiani, morto il 26 luglio 2020 in un incidente al chilometro 54 della statale 63, nel tratto stradale che da Cervarezza porta verso Busana e Ligonchio. Diversi chilometri zeppi di curve e saliscendi teatro in passato di altri incidenti con esiti gravi. Dopo la tragedia, i parenti e gli amici bolognesi dell’associazione “Motorlab idee in movimento”, assieme al gruppo motociclistico “I Kawalieri di Akashi”, hanno lanciato una raccolta fondi in memoria del 56enne, per acquistare alcuni strumenti salvavita da installare sui guard-rail della statale 63 all’altezza di Busana, alla “curva di Massimo”.
Nel dettaglio, si tratta di protezioni morbide in grado di attutire eventuali impatti violenti dopo collisioni e cadute. Le trattative sono state avviate nell’ottobre scorso e hanno coinvolto Comune di Ventasso e Anas, titolare della gestione delle strade statali. A pochi giorni dall’anniversario in cui si sarebbe voluto inaugurare le protezioni, non vi sono riscontri di sorta, e il Motorlab ha riacceso il dibattito, chiedendo chiarimenti al sindaco Antonio Manari, che successivamente ha contattato i motociclisti e ha ribadito come il via libera deve comunque passare da Anas.
«Rimango perplesso in quanto la sua risposta è esattamente quella di un anno fa. Ci aveva riferito che avrebbe contattato Anas e a “breve” ci avrebbe fatto sapere gli sviluppi, poiché “il gestore si impegnava a produrre proposta di intervento in qualche settimana”», sottolinea il presidente di Motorlab, Mario Volta, rivolgendosi a Manari. Volta chiede un incontro in presenza con Comune e Anas e fa presente: «È passato un anno, noi abbiamo mantenuto la promessa fatta raccogliendo i fondi al fine di acquistare i dispositivi per la curva e donarli al Comune di Ventasso e ad Anas per l’installazione, e la risposta è nuovamente che ci terrà informati, in quanto va verificata con gli organi preposti (Anas) la possibilità di installare i dispositivi salva-motociclisti. E intanto in quella curva potranno continuare ancora a morire, e se ve ne saranno altri la responsabilità sarà pure di qualcuno».
Un altro tema è la possibilità per gli enti pubblici di accettare donazioni in denaro da usare per acquisti specifici. «Non doniamo denaro alle pubbliche amministrazioni, bensì doniamo direttamente dispositivi salva-vita, e gli enti pubblici ben possono accettarli, se solo ve ne fosse la volontà», precisa Volta. «Esempio è il fatto che i dispositivi dal 2015 ad oggi sono stati donati da Motorlab ai Comuni di Pianoro, Castel del Rio e San Lazzaro di Savena, con cui abbiamo stretto un patto di collaborazione di 5 anni al fine di mettere in sicurezza le strade». —
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