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«Amore mio questo è solo un arrivederci» L’addio straziante a Giada Giannone

Mattia Vernelli
«Amore mio questo è solo un arrivederci» L’addio straziante a Giada Giannone

In centinaia ai funerali della 23enne morta in un incidente Il fidanzato: «Grazie, mi hai insegnato ad avere forza»

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casalgrande. Centinaia di persone con gli occhi gonfi di dolore hanno gremito la chiesa parrocchiale della Santissima Vergine Maria Consolata di Sassuolo per l’ultimo addio a Giada Giannone, la ragazza di 23 anni, appassionata di danza, che ha perso la vita domenica in un tragico incidente stradale sulla A1, non lontano dal casello autostradale di Reggio Emilia, mentre era assieme al fidanzato, alla sorella 17enne di lui e al ragazzo di lei, di ritorno dal Lago di Iseo. Un incidente che non le ha lasciato scampo: la Peugeot 308 con seduti davanti i due ragazzi, dietro Giada e la 17enne, è stata tamponata da un Suv Fiat Freemont. La macchina è carambolata in mezzo all’autostrada, capovolgendosi più volte.

«In questi giorni non ho fatto altro che vederti in ogni mia azione». Con voce rotta dal pianto, sull’altare, è proprio il fidanzato Riccardo a prendere la parola per un toccante ricordo di Giada. «Ho aspettato fino all’ultimo per scrivere questa lettera. Come con i compiti a scuola, ricordi? Eravamo così diversi e così uguali. Adesso tu sei dentro di me, dentro a tutti i nostri cuori. Vorrei ringraziarti per avermi dato la possibilità guardare il mondo con occhi diversi e per avermi insegnato ad avere forza nelle difficoltà. Avevamo passato un bellissimo weekend – continua – e la sera stessa saremmo partiti per il Cairo, per la stupenda crociera che tanto volevi fare. Spero che da lassù mi darai la forza di superare questo momento distruttivo e spero che la darai a tutti noi. Ti ringrazio per aver reso questi anni i più belli della mia vita. Non ti dimenticherò mai, sarai sempre con me».

Amiche di scuola e di danza, parenti, conoscenti: sono tutti uniti dal profondo dolore provocato dalla tragedia di domenica sera, tutti presenti per salutare Giada. La giovane, che viveva con la madre, il padre e la sorellina e il fratello a Casalgrande, era molto conosciuta a Sassuolo per la grande passione per la danza, che l’ha portata in questi anni a vincere numerose competizioni e diversi campionati italiani.

Era anche insegnante zumba e strong nation, alla palestra New Life di Scandiano. Sui social, attivissima e con grande energia, trasmetteva al grande pubblico tutta la sua passione. Durante la cerimonia funebre, scanditi i passi del vangelo, il parroco ha detto: «Niente ci separerà da Giada. Gesù ci ha fatto questa promessa: di farci ritrovare tutti quanti. Gesù incontrerà Giada e gli correrà incontro».

«Non piangere mamma. Non piangere papà. L’angelo questa notte mi ha messo le ali, e mi ha insegnato a volare fino al Paradiso»m così recita il messaggio inciso sul ricordino funebre. E ancora: «La ricordano la mamma Antonietta, il padre Sandro, i fratelli Alex e Valentina, le nonne Raffaella e Anna, gli zii, le zie, i cugini, gli amici, unitamente a tutti i parenti».

Finita la cerimonia funebre, la folla si è riversata sulla piazza antistante la chiesa per salutare, abbracciare, toccare il feretro di Giada, in attesa che fosse portata al cimitero nuovo urbano di Sassuolo.

Qualcuno si è unito al coro di “Quanno Chiove” di Pino Daniele, cantata da Cristian Corrado, amico della vittima, al termine della funzione funebre e qualcun altro si è strinto forte, attonito dal dolore, in un abbraccio di consolazione alla persona che aveva di fianco.

«Non è un addio – si sente gridare tra la folla quando parte il carro funebre – sarà un arrivederci, amore mio». —

Mattia Vernelli

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