Lavoro, l’allarme della Cgil «Serve maggiore sicurezza»
Il sindacato sugli ultimi sei casi avvenuti in provincia nel giro di una settimana «Non si può più rimandare il confronto con le associazioni e le istituzioni»
REGGIO EMILIA. «Anche questa settimana siamo costretti a registrare nella provincia di Reggio Emilia sei infortuni gravi che, nella maggior parte dei casi, hanno portato i lavoratori coinvolti al ricovero ospedaliero. Ad aggravare ulteriormente il bilancio degli incidenti sul lavoro in regione è quello mortale registrato in provincia di Ravenna, in uno stabilimento del gruppo Marcegaglia».
È l’allarme che lancia Cgil di Reggio Emilia, attraverso una nota con la quale si chiede un confronto e l’apertura di un tavolo istituzionale per affrontare e risolvere il problema sicurezza dei lavoratori.
I sindacalisti reggiani rimarcano: «Nella nostra provincia assistemmo già ad inizio anno, sempre nel settore della lavorazione dell’acciaio, a un infortunio alla Padana Tubi di Guastalla preceduto, in quella stessa azienda, da numerosi gravi infortuni tra cui l’ultimo il 12 luglio 2019 – affermano dalla Cgil – nonostante le mobilitazioni sindacali, l’assemblea nazionale di Cgil, Cisl e Uil sul tema e i presidi davanti alla Prefettura nulla sembra cambiato».
E ancora, aggiungono dalla Cgil: «La situazione continua a peggiorare. Il maggior numero di infortuni continua ad esser dovuto a cadute dall’alto e a riguardare persone con età anagrafica intorno ai 60 anni». Per il sindacato reggiano, sono «tutti temi trattati (persone anziane su ponteggi, mancanza di controllo, appalti) e denunciati più volte anche dalla Camera del lavoro provinciale».
«Inoltre, quando si verifica il binomio appalti-infortuni non è raro imbattersi nella ricerca del responsabile sempre altrove da sé – spiega Mirco Pellati, responsabile dipartimento salute e sicurezza della Camera del lavoro di Reggio Emilia – Lunedì scorso un’impiegata dell’ufficio postale di Luzzara è stata investita da una scarica elettrica e un’azienda come Poste Otaliane ha dichiarato l’apertura di un’inchiesta interna per verificare la responsabilità della ditta a cui era stato appaltato il rifacimento dell’ufficio postale, anticipando la propria estraneità e non responsabilità nei confronti del dipendente infortunato in quanto le operazioni causa dell’incidente erano state svolte da una ditta esterna»
La domanda per la Cgil allora è: «Perché l’impianto non è stato verificato prima della riapertura dell’ufficio? Qual è la responsabilità del committente? È possibile un aumento dei controlli sugli appalti di tutti i settori merceologici giacché spesso vengono utilizzati per scaricare le responsabilità proprio inciso di incidenti? Come Cgil – avvertono – crediamo non sia oltremodo procrastinabile il potenziamento degli enti preposti alla vigilanza ed al controllo delle norme di sicurezza, così come l’apertura di un tavolo straordinario sui temi della salute e sicurezza nel lavoro che coinvolga tutti i soggetti interessati: dalla rappresentanza dei lavoratori e delle associazioni imprenditoriali agli organi di vigilanza Spsal, Inail, Inps e Itl per individuare quali azioni concrete sia possibile mettere in campo per arginare il numero e la gravità degli incidenti sul lavoro». —
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