Gazzetta di Reggio

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Il giorno dopo 

«Abbiamo avuto una gran paura ma ora è passata Ci è andata bene»

M.R.

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REGGIO EMILIA. «Siamo stati svegliati nel cuore della notte dai vigili del fuoco e dalla polizia, hanno suonato e bussato finché non siamo usciti tutti. Chi non riusciva a camminare è stato portato giù a braccio». Caterina Gervasi ripercorre quanto accaduto nella sua palazzina, al civico 2 di via San Zenone, e sorride.

La paura è stata tanta, ma l’epilogo dell’incendio scoppiato in un appartamento al secondo piano avrebbe potuto essere diverso, peggiore. E dunque ora, nonostante l’acre odore di bruciato ancora aleggi nel condominio, non si può fare a meno di sorridere. «Subito ci siamo spaventati – racconta la residente – i vigili del fuoco e la polizia ci hanno praticamente buttati giù dal letto, siamo scesi in strada vestiti come eravamo, ci hanno fatto allontanare dalla casa – dice indicando corso Garibaldi – e abbiamo aspettato tutti fuori per un paio di ore». In strada c’erano giovani e anziani, anche una coppia con una bimba di qualche mese. «Subito i genitori erano preoccupati – ricorda la donna – ma non c’era freddo, si stava bene, quindi poi si sono messi a passeggiare ed è passato tutto».

I vigili del fuoco e i poliziotti, oltre ad accompagnare in strada le persone che avevano difficoltà a muoversi e assicurarsi che tutti gli inquilini fossero in salvo, hanno fatto di tutto per tranquillizzare i più spaventati. «Qualcuno era molto agitato – spiega la residente – ma loro ci hanno confortati, spiegandoci anche che la causa dell’incendio era un cortocircuito. Probabilmente è partito tutto da un abat-jour. Comunque è andata bene: nessuno è rimasto ferito e anche la palazzina non ha riportato danni. E poi – dice con un ultimo sorriso – abbiamo visto l’alba tutti insieme».

Il fumo denso e soprattutto il trambusto hanno svegliato anche chi vive negli altri palazzi della via. «Non capivo cosa stesse succedendo – racconta Giuseppe Pinto, che abita nella palazzina di fronte a quella in cui è scoppiato l’incendio – mi sono preoccupato perché a un certo punto la strada era piena di mezzi dei vigili del fuoco e della polizia. E c’erano anche delle ambulanze. Mi sono affacciato alla finestra e ho visto delle persone che venivano portate giù in spalla dai poliziotti e dai pompieri, poi ci hanno spiegato che c’era stato un cortocircuito in un appartamento ma che stavano tutti bene e noi potevamo restare in casa». —



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