A Reggio un “rider point” dedicato ai ciclofattorini
Sarà collocato al Caffè Reggio, in piazza Domenica Secchi, zona stazione Il progetto nasce da un accordo tra l’amministrazione comunale e i sindacati
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Reggio che è al quinto posto in Italia (con un incremento nell’ultimo anno del 119%) per numero di consegne da parte dei rider che a tutte le ore consegnano a domicilio, su chiamata, pasti, pizza e altra merce, da settembre sarà anche una delle prime città a essere dotata di un rider point a loro dedicato. Uno spazio che è stato individuato nel Caffè Reggio in piazza Domenica Secchi in zona stazione nel quale i “pony espress” del XXI secolo potranno ricaricare i telefoni, gonfiare la bicicletta, fermarsi per una breve sosta per un caffè o rifocillarsi a prezzi calmierati e per ripararsi in caso di maltempo o anche solo per utilizzare i servizi igienici fino alla 22. Al di là del paragone che potrebbe sembrare azzardato, con i fattorini dell’epopea del Far West, per questi studenti che vogliono guadagnare qualcosa o lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, si tratta di una importante conquista di civiltà. Una categoria tra le più vulnerabili e indifese, con un tasso di sindacalizzazione vicina allo zero, che ha trovato nel protocollo d’intesa sottoscritto ieri in Comune tra sindaco e rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil una prima risposta alle necessità primarie e che nelle intenzioni dei sottoscrittori si amplierà con altre risposte sulla base delle indicazioni che arriveranno dagli stessi ciclofattorini. Quei lavoratori precari che nella serrata dovuta alla pandemia hanno svolto un ruolo fondamentale ma che non hanno avuto, al di là di qualche vertenza pilota sfociata nell’assunzione a tempo indeterminato, alcun riconoscimento sul piano dei diritti e delle tutele contrattuali e con un contratto collettivo nazionale di lavoro in molti casi inapplicato.
A Reggio sono circa 260 i riders in attività, ma le stime, riconoscono gli stessi sindacati, sono difficili e i numeri variabili, come è del resto indefinita a fisionomia di chi svolge questo lavoro ingrato e sottopagato. L’accordo è stato sottoscritto ieri in Comune dal sindaco Luca Vecchi, dall’assessore al Welfare Daniele Marchi e per i sindacati confederali, dal segretario della Camera del lavoro Cgil Cristian Sesena, da Rosi Papaleo della segreteria della Cisl Emilia Centrale e da Fernando Guidetti della segreteria Uil. Tutti consapevoli di non poter regolare questo “Far west” ma, come ha detto il sindaco, «in questo protocollo sperimentale abbiamo individuato alcuni interventi per migliorare le loro condizioni di lavoro con la predisposizione di uno spazio come il Caffè Reggio, a cui ne seguiranno altri in via 4 Novembre e in via Turri 27». Il protocollo prevede oltre all’individuazione del primo Rider Point, la promozione di convenzioni con officine specializzate per la manutenzione dei mezzi e l’avvio ad una campagna di ascolto di questa categoria, di concerto con i sindacati. Inoltre i firmatari si sono impegnati a monitorare la sperimentazione, promuovere ulteriori misure sulla base delle indicazioni del tavolo di confronto che è stato costituito, ricercare spazi per ulteriori Rider Point e infine intervenire in presenza di inadempienze rispetto alla normativa vigente da parte delle imprese. Da ultimo l’Amministrazione comunale si impegna a sensibilizzare le rispettive associazioni di categoria, che utilizzano i riders per migliorarne le condizioni lavorative. L’assessore Marchi ha poi chiarito che «nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando per l’assegnazione del Caffè Reggio che prevede anche la costituzione del Rider Point e questo permetterà di attivarlo concretamente entro la fine dell’estate». Una soluzione che consentirà anche di rilanciare il Caffè Reggio che fino ad ora ha sempre vissuto una vita stentata, tanto da essere chiuso ben prima della pandemia. Il protocollo depotenzia anche la mozione popolare depositata nei giorni scorsi che ha raccolto 500 firme ed è sostenuta dai Cobas che affronta lo stesso tema e che sarà discussa in autunno in Sala Tricolore. Su questo aspetto sia il sindaco sia Sesena a nome dei sindacati hanno dichiarato che «non vi sono pregiudiziali alla partecipazione al tavolo di lavoro di altri soggetti, a condizione che si riconoscano nel protocollo». —
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