Il calcio, le foto e la storia nella vita del bibliotecario
Appassionato d’arte e di ricerche Gaetano Gaddi ha lasciato scritti sull’Unione sportiva novellarese, sulla Cooperativa metallurgica e sulla storia del paese
NOVELLARA. Gaetano Gaddi, nato a Novellara nel 1905, proveniente da una famiglia di umili origini, rappresenta una personalità fondamentale del Novecento novellarese, sia per quello che ha fatto in vita, sia per il lascito post-mortem.
È grazie a lui se possono essere conosciuti molti aspetti del calcio novellarese dalle origini al dopoguerra. Dapprima giocatore dell’Unione Sportiva Novellarese, ne fu poi dirigente. Ma non di solo calcio si è occupato nella sua vita. È stato disegnatore, contabile e tuttofare della “Cooperativa metallurgica di Novellara” fondata nel 1920, su cui Gaddi ha lasciato una memoria dattiloscritta redatta nel 1989. Dal 1925 fu impiegato comunale e dal 1930 svolse anche le mansioni di bibliotecario presso la biblioteca comunale dove catalogò tutti i libri. Negli anni ’40 in biblioteca, dentro due grandi armadi, erano esposti al pubblico i vasi della spezieria dei Gesuiti. Durante l’ultimo conflitto mondiale, Gaddi li fece murare nel sottoscala della Rocca per nasconderli alle possibili razzie dei soldati tedeschi. Ed è solo grazie al suo ingegno se ancora oggi è possibile ammirarli nelle sale, a lui intitolate, del museo Gonzaga. La sua passione per il patrimonio artistico, la storia, le origini del suo paese lo indussero a compiere delle ricerche storiche come quella sulla casa di Lelio Orsi. Nel 1956 Gaddi dattiloscrive interamente con una macchina da scrivere “Storia di Novellara e dei suoi Principi”, un manoscritto originale scritto nel 1833 dal canonico Vincenzo Davolio, e ne commissiona un’edizione intitolata “Memorie istoriche dei Gonzaga di Novellara”. Gaddi fu inoltre corrispondente di vari giornali, per cui scrisse articoli sugli eventi e sulle attività culturali della sua terra. Appassionato di fotografia, documentò quarant’anni (dal 1922 al 1962) di eventi di vita novellarese; erano anni in cui pochi possedevano una macchina fotografica e fare fotografie significava anche avere conoscenze di sviluppo e stampa dei negativi. Tale raccolta fotografica, un vero e proprio catalogo di eventi, luoghi e personaggi, dopo la sua morte fu donata al Comune di Novellara ed è ora conservata nell’archivio storico. Col recente ritrovamento del nuovo materiale, a quasi trent’anni dalla sua morte, si amplia ulteriormente il lascito di Gaddi alla comunità novellarese. Nel 1964 Gaddi si trasferì a Milano dal figlio Alberto, ma tutte le estati tornò a Novellara portando sempre con sé la cassetta dei colori ad olio perché si dilettava a dipingere qualche paesaggio della sua terra che non dimenticò mai. Morì a Milano il 5 maggio 1993. —
A.C.
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