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verso la riapertura delle scuole 

Obbligo vaccinale per il personale scolastico La proposta di Bonaccini

Obbligo vaccinale per il personale scolastico La proposta di Bonaccini

In Emilia-Romagna oltre il 73% di docenti e Ata ha completato il ciclo Considerando la prima dose la percentuale arriva all’85%

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REGGIO EMILIA. Obbligo vaccinale anche per il personale scolastico, oltre che per quello sanitario. Lo ha proposto ieri mattina il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in diretta su Radio 24.

«Non so se si riuscirà a estendere l’obbligo vaccinale a tutto il Paese – le sue parole – certo per il personale scolastico, così come avviene per quello sanitario, io lo metterei, perché ne abbiamo bisogno su alcune professioni in particolare».

Del resto in Emilia-Romagna la percentuale del personale scolastico (che include oltre ai docenti anche quello Ata e quello amministrativo) che ha completato l’intero ciclo vaccinale raggiunge il 73,1% e arriva all’85% considerando chi ha ricevuto soltanto la prima dose. «Non è mica poco», sottolinea il presidente della Regione.

In queste ore si sta parlando anche di usare il Green Pass a scuola, riservando le lezioni in presenza a chi si è vaccinato, ma è l’assessore alla sanità Raffaele Donini a spiegare la posizione dell’Emilia-Romagna: «Non credo che un Green Pass scolastico abbia fondamento. La popolazione scolastica nella nostra regione è vaccinata ormai al 27-28%, con le prenotazioni che sono già state effettuate arriveremo, a fine estate, al 40% o poco più, ma abbiamo ancora tutto agosto per convincere i ragazzi a vaccinarsi e quindi poter ampliare la platea degli immunizzati, come tutti noi speriamo e siamo impegnati a fare. Dopodiché – conclude – noi crediamo che le scuole debbano aprire per tutti, quello che noi abbiamo chiesto alla comunità scientifica è di valutare nel caso di focolai anche la condizione della popolazione vaccinata».

Al di là della scuola, per quel che riguarda il Green Pass Bonaccini sarebbe per un utilizzo graduale: lo introdurrebbe inizialmente negli eventi con molto pubblico e nei luoghi a rischio assembramento come discoteche, stadi e palazzetti, mentre su ristoranti e bar «si può anche attendere e vedere l’andamento dell’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni, e poi prendere una decisione conseguente. Bisogna che ne discutiamo nei prossimi giorni alla luce dei consigli del Comitato tecnico scientifico».

In ogni caso secondo il presidente della Regione «sarebbe saggio usare questo strumento per incidere laddove ci siano molte persone che ancora non si sono decise a vaccinarsi».

Questa, secondo Bonaccini, è la vera sfida: «Vaccinare più persone possibili, perché senza vaccino oggi saremmo costretti a richiudere tutto. Se oggi di fronte a una nuova ondata possiamo permetterci di parlare di Green Pass e non di chiudere tutto è perché abbiamo le persone vaccinate. Se non avessimo il vaccino a disposizione – conclude il presidente della Regione – sarebbe un’altra tragedia». —

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