Si finge fotografo di moda per adescare una ragazzina
Udienza preliminare per un 21enne di Bergamo accusato di violenza sessuale La giovane reggiana, all’epoca minorenne, sarà sentita in audizione protetta
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Si farà l’incidente probatorio, in audizione protetta, su una ragazza reggiana vittima di violenza sessuale, per cristallizzare la sua testimonianza e inserirla nel procedimento. È quanto ha chiesto il pm Marco Marano e sancito il Gup Luca Ramponi su una terribile vicenda subìta dalla giovane, all’epoca dei fatti 16enne e ora maggiorenne. La storia risale al 5 ottobre 2019, quando la minore, in lacrime, si è confidata con i genitori ed è scattata la denuncia alla Questura.
Qualche tempo prima la ragazza era stata contattata da un sedicente fotografo per importanti marchi di moda che, con la scusa di averla notata sui social network, le ha proposto di eseguire un “book” per avviarla alla carriera di modella. Il fotografo l’ha irretita con richieste di fotografie: dapprima immagini innocue del viso e delle mani, poi via via le richieste si sono fatte sempre più osé, tanto da arrivare a nudi integrali e a spingere la minore ad atti di autoerotismo durante le videochiamate.
Per “convincere” la preda il falso fotografo non ha esitato a usare un doppio profilo social, uno maschile e uno femminile: con quest’ultimo, sotto lo pseudonimo di Elena, una coetanea della ragazza, prima l’ha messa in guardia contro il fotografo, poi le ha suggerito di assecondarlo perché altrimenti lui avrebbe fatto del male a lei e alla sua famiglia.
In realtà, come si è scoperto in seguito, entrambi i profili social erano gestiti dal falso fotografo, un 21enne di Bergamo che ha notato la minorenne grazie alle fotografie che lei postava su Instagram delle sue esibizioni ginniche che ne evidenziavano il fisico atletico. L’incubo si è protratto per mesi, fino alla confessione di lei alla madre, che il finto fotografo si è trovato davanti all’ennesima videochiamata hard.
In seguito i genitori si sono rivolti alla Onlus anti pedofilia La Caramella Buona, costituendosi parte civile insieme all’associazione, rappresentata dall’avvocato Donatella Ferretti. Siamo in fase di udienza preliminare e quella di ieri è stata la seconda udienza. Nella prima, il 25 marzo scorso, il difensore dell’imputato, avvocato Dario Pellegrino del Foro di Bergamo, ha chiesto di eseguire una perizia psichiatrica sul suo assistito – a suo dire con problemi psichici – e stabilirne la capacità di intendere e di volere; perizia che secondo il consulente tecnico nominato dall’ufficio ha sancito la capacità di intendere del giovane, mentre il consulente di parte ha espresso grossi dubbi.
Ieri, a sorpresa, mentre era presente in tribunale la ragazza, è risultato assente l’imputato, contattato invano dal legale sostituto. All’epoca dei fatti la polizia ha sequestrato all’imputato i cellulari, mentre il computer era già stato requisito dalla polizia postale. L’avvocato Ferretti ha evidenziato come sia stata depositata una integrazione di atti d’indagine provenienti dalle Procure di Bologna e di Ancona, che hanno gettato un’ombra ancor più inquietante sullo stesso 21enne, recidivo e indagato per altri due episodi fotocopia: nel primo caso nel 2018 avrebbe irretito una 14enne, nel secondo caso nel 2017 avrebbe tentato di abbindolare (senza riuscirvi) una bambina di appena dieci anni. Ieri invece il pm Marano ha ottenuto l’audizione protetta della giovane, indicando per l’incarico una psicologa di Bologna. Il Gup ha rinviato al 17 settembre. —
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