Un’altra condanna per la promotrice
castellarano. Documenti falsi per ottenere un prestito in banca. Questa l’accusa con cui la promotrice finanziaria Patrizia Gianferrari, originaria di Sassuolo ma residente a Castellarano già nota alle cronache giudiziarie per l’inchiesta sulla maxi frode dell’acciaio con Massimo Ciancimino e nel 2019 colpita dal sequestro di beni della finanza per 10 milioni di euro, e il suo cliente imprenditore, il ferrarese Ivan Testoni, sono stati condannati a un anno di reclusione e a un risarcimento all’istituto bancario di 20mila euro complessivo, che verrà discusso in sede civile se verrà avviata una causa. Per il solo Testoni la pena di un anno è stata sospesa. I fatti risalgono al 2016. Gianferrari e Testoni ottengono un prestito da una banca modenese. Emerge che i documenti presentati per ottenerlo, sarebbero stati falsi. Secondo la difesa rappresentata dall’avvocato Liborio Cataliotti e, ieri in aula in tribunale a Modena, dal legale Danilo Pichierri, il fido era già esistente presso l’istituto bancario e sarebbe soltanto stato esteso dopo la presentazione di quei documenti. Il giudice ha condannato i due imputati per truffa aggravata del danno. Il prestito iniziale , superava i 100mila euro. Il risarcimento, pari a 20mila euro, sarebbe stato calcolato dopo il procedimento di transazione con la banca che ha consentito la riduzione della somma iniziale. —
S.A.
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