«I domiciliari? Quelli non li controlliamo»
REGGIO EMILIA. Tra le relazioni di servizio falsificate - che sono valse ai tre carabinieri, il presunto corrotto e altri due colleghi, l’imputazione di ideologica falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici - figurano controlli a Giovanni e Walter Burani ai domiciliari e i passaggi di protezione alla sede di Telereggio a Corte Tegge. Di fatto la gazzella sostava per pochi secondi davanti all’indirizzo senza eseguire verifiche o non vi si recava proprio. Il presunto corrotto diceva al collega: «I domiciliari non li controlliamo, ci mettiamo avanti e poi ce ne andiamo». Secondo l’accusa «hanno tenuto talmente in non cale i doveri di istituto da rendersi responsabili, con dolosa preordinazione, di falsi ideologici in atto pubblico per lavorare meno e limitare il proprio impegno». —
Am.P.
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