Gazzetta di Reggio

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Domani l’interrogatorio 

La scelta del legale Nicola e Giuseppe Arabia non risponderanno

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Si svolgerà domani l’interrogatorio di garanzia per Nicola e Giuseppe Arabia.

Il loro avvocato difensore, Davide Martinelli, ha già preannunciato che i suoi assistiti - pur negando con forza l’acqua di corruzione - sceglieranno di non rispondere; una scelta strategica suggerita dal legale, al quale occorre tempo per studiarsi gli atti.

Subito dopo l’arresto il difensore aveva dichiarato che i suoi assistiti scontano il peso del loro cognome (il padre Salvatore, fedelissimo del boss Antonio Dragone, fu ucciso in un agguato di mafia) ma in realtà «Giuseppe ha una sola condanna per fatture false, Nicola è incensurato».

Non è però dello stesso avviso l’accusa, che definisce i due «di caratura criminale».

«Entrambi – si legge nell’ordinanza – hanno precedenti per ricettazione e furto aggravato; Nicola è stato denunciato per reati violenti contro la persona (lesioni e violenza privata), Giuseppe per reati finanziari ed edilizi».

Sul maggiore Nicola «pur avendo un’occupazione lecita è ragionevole ritenere che tragga dalla commissione di reati i mezzi per mantenersi, posto che le imprese di fatto gestite insieme al fratello sono state in larga misura intestate a prestanomi secondo le schema tipico per la perpetrazione di truffe, reati fallimentari o tributari».

Secondo la Procura i fratelli Arabia «hanno rapporti stretti con soggetti affiliati o contigui alla ‘ndrangheta» come dimostrerebbe «l’occultamento di molte armi, che i due fratelli spostano da un luogo all’altro». —

Am.P.

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