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Per le necessarie verifiche servirebbe un controllore su ogni autobus o pullman

L. G.
Per le necessarie verifiche servirebbe un controllore su ogni autobus o pullman

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reggio emilia. Nei palazzi romani queste sono ore di grandi discussioni. Al centro una sola questione: l’introduzione del Green pass obbligatorio. Un calderone in cui finiranno, certamente, anche i trasporti pubblici. Ma come, quando e con che modalità ancora non è dato sapere.

Quel che è certo è che le difficoltà da un punto di vista attuativo saranno molte perché, si sa, emanare una legge è facile. Fornire gli strumenti giusti affinché sia applicata è, invece, tutt’altro discorso. L’ipotesi che al momento sembra più caldeggiata sarebbe quella di procedere in due fasi. Una prima che entrerebbe in vigore quasi subito e che comprenderebbe regole valide per ristoranti al chiuso e certe tipologie di eventi.

E una più restrittiva che partirebbe da settembre, così da lasciare il tempo alle Ausl di completare buona parte della campagna vaccinale e ai cittadini di prenotarsi ed essere pronti. Proprio con l’autunno il progetto sarebbe quindi quello di vietare o comunque limitare fortemente ogni tipo di trasporto pubblico sulle lunghe e medie distanze a chi non sia vaccinato (magari con carrozze dei treni ad hoc) mentre discorso diverso vale per i mezzi pubblici locali e che si spostano su tragitti brevi e cittadini. A Reggio Emilia la maggior parte delle linee di Seta, per intenderci.

L’estensione della certificazione verde anche su queste corse è stata ventilata pochi giorni fa da Walter Ricciardi, consulente del ministro per la Salute Roberto Speranza, ma per quanto ideale dal punto di vista della limitazione dei contagi resta difficilmente applicabile. Soprattutto per quanto riguarda le verifiche dei requisiti necessari al viaggio dei passeggeri: servirebbe almeno un controllore per ogni autobus e pullman.

Un ritorno agli anni ’70 difficilmente realizzabile soprattutto da un punto di vista economico, con aziende come Seta che già sono riuscite a mantenere in attivo il bilancio 2020 solo per il rotto della cuffia.

Un altro tema tutt’altro che secondario da chiarire sarà poi quello della capienza degli autobus. Che attualmente, in base a un’ordinanza regionale che scade il 31 luglio, possono caricare solo l’80% dei passeggeri.

Cosa accadrà ad agosto, scaduti i termini dell’ordinanza, al momento ancora non è dato sapere. —

L. G.

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