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Il partigiano Tom in Kenya e il film con Ava Gardner

Domenico Amidati
Il partigiano Tom in Kenya e il film con Ava Gardner

A due anni dalla morte di Athos Ferretti emerge un gesto di grande generosità Nel ’52 salvò la vita alla controfigura dell’attrice sul set di Le nevi del Kilimangiaro

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Domenico Amidati

REGGIO EMILIA. Due anni fa, il 23 luglio 2019 moriva a 94 anni il partigiano Athos (Tom) Ferretti. E proprio oggi, nell’anniversario della scomparsa, la moglie Agata e la figlia Ava hanno voluto svelare uno dei tanti atti eroici compiuti da Tom, un atto eroico che non ha tanto a che fare con la Resistenza ma piuttosto con il temperamento di Athos Ferretti.

Ricordi DA INCORNICIARE

Questo atto “diversamente eroico” risale al 1952. Siamo in Kenya dove Athos si era trasferito dopo l’ultimo conflitto che lo vide combattere tra le fila partigiane.

Capita che un giorno, libero dal lavoro, Athos assista ad un ciak delle riprese del film “Le nevi del Kilimangiaro”, celebre lungometraggio diretto da Henry King con Gregory Peck, Susan Hayward, Ava Gardner, sceneggiatura di Casey Robinson, che si basa sul racconto omonimo di Ernest Hemingway, pubblicato sulla rivista Esquire nell'agosto 1936.

Ebbene quel pomeriggio, finite le riprese, la controfigura di Ava Gardner decide di andare a fare il bagno e rischia di annegare. Lui, che è in spiaggia e assiste alla scena (vera) non ci pensa due volte e si butta in acqua riuscendo a salvare la donna che si divincolava pericolosamente tra le onde.

Un episodio che resterà impresso nella memoria di Athos al punto che chiamerà in accordo con la moglie la sua primogenita, nata nel 1957 a Stanleiville in Congo Belga, Ava. Un nome inusuale e, secondo il parroco di allora, non conforme alla religione cattolica. Tanto che i genitori furono costretti a lottare e non poco per far sì che la bambina fosse battezzata con quel nome.

Le tappe

Ora ripercorriamo la sua vita. Athos Ferretti nasce il 24 febbraio 1925 a Campagnola e muore il 23 luglio 2019. Giovanissimo, si occupa alle Officine Reggiane dove impara il mestiere di batti lastra, batte le lamiere e le inchioda con le borchie: servono per carenare gli aerei. In seguito viene trasferito come meccanico motorista d’aerei nel reparto sperimentale sui gloriosi caccia RE 2005, sua grande passione. Diceva spesso che questi aerei, che si distinguevano per la loro linea affusolata, li sognava anche di notte. È stato tra l’altro testimone oculare dell'incidente occorso al pilota collaudatore, Mario Gamna, precipitato collaudando un bimotore uscito dalle officine Reggiane. Ultimo lavoro impegnativo di Athos è stato il restauro dell'aereo Partenavia P66B Oscar, per tanti anni in mostra statica alla birreria Top Gun di Santa Vittoria. Ma le sue passioni sono anche altre. Come la bicicletta da corsa, con la quale partecipa a diverse gare.

LA RESISTENZA

Dopo l'armistizio dell’8 settembre 1943, Athos (Tom) Ferretti entra nella Resistenza organizzata sui monti ed è impegnato per venti mesi nelle squadre d'azione patriottiche partigiane Gap in una strenua resistenza armata. Per questo suo impegno patriottico riceve una medaglia d'oro al valore della Resistenza e altri riconoscimenti. Finita la guerra riprende il suo lavoro alle Reggiane dove rimarrà fino al 1950 quando si trasferirà da solo in Kenia per rimanervi fino al 1953: e proprio al periodo keniota risale il salvataggio eroico della controfigura di Ava Gardner.

Il dopoguerra

Nel 1955, dal Kenya, Athos si sposta in Congo Belga dove, con il fratello Aldino, dà vita a un’impresa di costruzioni stradali, di vulcanizzazione gomme e disboscamento forestale. Nello stesso anno si sposa e nel 1957 nascerà Ava. Nel 1960, Athos rientra in Italia a seguito delle lotte tribali scatenatesi nel paese africano e si reinventa la propria vita lavorativa. Con una grossa ruspa comincerà a scavare la montagna di Berceto, nel Parmense, facendo da apripista per la futura autostrada. Quindi approda a Reggio con la famiglia dove si stabilisce definitivamente. Qui nascerà il secondogenito Gianluca e qui coltiverà un'altra passione trasmessagli dal padre, l’allevamento dei colombi viaggiatori. I successi colombofili culmineranno nella creazione del Gruppo Colombofilo Tricolore di Reggio Emilia. Il suo colombo preferito? Bianchina. —

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