Il raduno partito sui social ha riempito San Girolamo In 150 per la prima edizione
Si chiama “San Giarolum Track” l’evento nella frazione di Guastalla che ha coinvolto agricoltori reggiani e delle province limitrofe
L’evento
Martedì a San Girolamo di Guastalla si è tenuta la prima edizione del “San Giarolum Track”, il raduno di tutti gli appassionati delle quattro grandi ruote agricole. Il corteo è partito dall’azienda agricola “Il Cantone” a San Martino di Guastalla, rinomata e pluri-premiata per la vendita di prodotti caseari delle vacche rosse, per andare a riversarsi lungo via delle Ville, formando una pittoresca serpentina di trattori a luci e clacson spianati che ha richiamato diversi spettatori lungo il tragitto.
Punto di arrivo è stato il parco di Via Pizzamiglia a San Girolamo, dove ogni partecipante ha potuto posteggiare il proprio mezzo nel campo adiacente l’ingresso dell’azienda Smeg, in quella che è divenuta una show room a cielo aperto dove poter ammirare i più svariati modelli, dagli esemplari più “vintage” a quelli più moderni e performanti. Una festa all’insegna del piacere del ritrovo tra agricoltori e affini non poteva che concludersi con una cena in compagnia, offerta dallo staff della Sagra di San Girolamo.
Grande la soddisfazione per i giovani organizzatori, tutti tra i 20 e i 25 anni, ossia Cristian Benatti, Matteo e Valentina Goldoni. Leitmotiv emerso dal raduno, infatti, è stata la giovane anagrafica dei partecipanti, tutti rigorosamente “social-friendly”. «È incredibile come un’idea nata come boutade a tavola durante un pranzo in famiglia abbia potuto diventare un evento che ha coinvolto così tante persone» commentano gli organizzatori. Il numero di partecipanti è stato intorno alle 150 unità. «Abbiamo preso spunto da altri raduni simili organizzati in zone diverse della provincia con l’obiettivo di convogliare qui, nella Bassa, quel flusso di appassionati» hanno spiegato.
Anche in questo caso la condivisione su social e piattaforme di messaggistica istantanea hanno fatto sì che si espandesse il bacino d’utenza, tanto che oltre ai trattoristi provenienti dalle zone limitrofe hanno presenziato in diversi provenienti dal Parmense, dal Modenese e dall’alta provincia di Reggio, in particolare da Montecchio. Chi pensa ancora l’agricoltura come un settore arretrato, formato da anziani isolati dal resto del mondo, sappia che il settore è ora popolato da una lauta schiera di validi giovani, che sanno canalizzare investimenti su attrezzatura e strutture all’avanguardia, fare gioco di squadra, mantenere una rete di contatti, fino ad essere dei veri e propri “influencer” sui social. —
Daniele Alberini
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